giovedì 6 agosto 2026

Musica e siringhe

 


Caro Francesco, volevo salutarti. Tu non mi conosci ma io sono cresciuto, magari non invecchiato, con le tue canzoni. E con le canzoni di una o due generazioni di cantautori che hanno cantato e suonato la libertà e la voglia di cambiare e molti dimenticandosene dopo.

Poi, molti di voi sono cambiati davvero, dimenticando chi li aveva portati al successo e inchinandosi al sistema, una brutta bestia che divora e ingoia tutti.

Il Draghistan si è avvalso di una finta opposizione e di una reale maggioranza per malgovernare sempre e così continua a fare.

I personaggi che cantano, recitano, scrivono in pubblico e fanno tutto il resto sono troppo spesso selezionati dallo stesso sistema.

E devono ubbidire alla sua logica.

Molti si sono accorti della realtà proprio durante il periodo peggiore dei periodi contemporanei.

Quando il corpo è stato oggetto da parte di conquista dalle siringhe statali, allora molti hanno gettato la maschera, diventando ferventi vaccinisti e dimenticando chi non voleva farsi bucare. 

Perchè il corpo è un tempio e non può essere oggetto di scambio nè di imposizione, mai. 

E allora, molti si dimenticarono dei temi di tante canzoni che comunque restano. E oggi restano a ricordarci chi ha tradito e  chi no. Chi ha errato e chi no.

Non si può essere libertari con la siringa di altri, tutto qui.

Pace a te e a tutti quelli che hanno sbagliato e magari già pagato. Le siringhe non perdonano. Noi, però, siamo altra cosa. E, ricordatevelo, voi che restate: non ci piegherete mai. 


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