Voi sapete che la rubrica che riunisce questo post l'ho inaugurata prima ma potenziata durante la pandemia. A quel punto, un povero videogamer come me si trovò circondato da una marea di dementi che aveva orrore per un nemico feroce ma invisibile e che, molto prima di ammalarmi, mi rovinarono letteralmente la già difficoltosa esistenza con divieti, odio sociale, insulti, limitazioni, in pratica aggiungendo una prigione legale alla prigione fisica già esistente.
Diventai prigioniero a casa mia, talvolta sul mio balcone ma per imprecare non per cantare come un merlo rincoglionito. Questo fu il Draghistan nel periodo 2020-2022. Tre anni vissuti in galera. O meglio, una galera nella galera.
Nella nostra esistenza sul piano materiale, cioè dentro questo guscio di carne, ci sono stati vari momenti nei quali la prigione terrestre è diventata particolarmente cattiva, qui nel Draghistan soprattutto ma non soltanto.
Voglio dire che spesso e volentieri la crisi veniva da fuori di noi per farci star peggio, semplicemente. In questo, il Draghistan è maestro assoluto.
Stavolta, voglio parlarvi di quando la crisi sopraggiunge da dentro, cioè lo stato comunemente detto di vecchiaia.
Da ragazzo, li fissavo con grande preoccupazione. Qualche canzone, all'epoca, raccontava di poter essere per sempre giovani e sinceramente mi piaceva molto. La vecchiaia era una brutta cosa anche perchè minacciava di togliermi presto di torno persone che adoravo. Sono stato fortunato ad avere genitori e nonni che mi piacevano, Persino mia suocera mi piaceva. Purtroppo, uno a uno sono andati via.
Primo danno che mi ha combinato la vecchiaia altrui. Questo, come sappiamo è un male invincibile e dipende, probabilmente, dall'ossidazione dei tessuti corporei a causa del metabolismo. Io credo che fondamentalmente, ci hanno creati così appositamente. Dovevamo invecchiare e morire, senza scampo.
Dovrei dirvi di andare a leggere il passo biblico dove gli Elohim ci vietano l'accesso all'Albero della Vita (per non farci diventare come loro) ma potete fare una cosa più semplice e andarvi a vedere o rivedere un bellissimo film che chiamasi Moon.
In questo film è spiegata perfettamente la vita umana e cosa sia. Intendiamoci, invecchierete pure senza saperlo ma il nostro problema è sopravvivere in tempo di crisi. Dovremo sopravvivere alla vecchiaia? Sembra impossibile. Ma non è così. Almeno secondo quanto leggo in un bel romanzo che qui vi metto in copertina e il collegamento per leggerlo gratis.
Il segreto sta nel mistero che ci assilla. Quando siamo nati, cosa sia la vita ci importava poco perchè la stavamo vivendo. Qualcuno si è poi accorto che eravamo nati in prigione. Una prigione prima fisica, poi sensoriale, poi spirituale. Nel frattempo, i vari gradi di prigionia qualcuno se li è andati pure a provare davvero, fino ad accorgersi che il Draghistan stesso è una prigione di massima sicurezza.
Io non so dirvi, riassumendo, quale senso abbia, nascere, studiare, lavorare come uno schiavo, poi morire qui. Dalla filosofia, alla fisica quantistica, passando per la religione, non va bene una definizione che sia una. Per il semplice fatto che uno sano di mente, innanzitutto, nel Draghistan non ci nasce, ma soprattutto non nasce sul piano fisico, sapendo che inevitabilmente dovrà morire.
Il problema è cosa far quando sei vecchio nel Draghistan. Improvvisamente limitazioni di ogni tipo arrivano dal fisico, fa male qualcosa o molto, qualcuno si ammala di brutto. Generalmente persino l'attività dei sensi cade in picchiata. Per chi è pigro come me, la tentazione di limitare contatti sociali e attività fisiche diventa impellente.
Ora i rimedi di tipo fisico o fisiologico dipendono soprattutto dal grado di possibilità finanziarie o patrimoniali possedute. Noi sapevamo di dover lavorare come schiavi fino alla vecchiaia, poi andarcene in pensione. Nel tempo, i dignitari del Draghistan hanno allontanato questo traguardo progressivamente, rendendolo anche meno attraente dato che per molti di noi pensione significa pure morire di fame. Nel mio caso, sopravvivo grazie ai risparmi di una vita ma so che molti di voi devono lavorare per mettere insieme il pranzo con la cena almeno fino a 67 anni che significa vecchiaia pura.
Se siete in questa condizione, mi pare saggio riempirsi di vitamine, mangiare più che bene ma poco e camminare o nuotare nel tempo libero. Dovete far circolare il sangue, e non inquinarlo con fumo, alcol e cibi scadenti. Io ho cominciato a sentirmi male di brutto fatti 60 anni ma questo limite non vale per tutti. Era il periodo nel quale l'unico muscolo che mi funzionava bene era quello che usavo di meno o non usavo affatto. Per i maschi in ascolto non servono altre specifiche.
So che uno dei difetti peggiori è cercare di sentirsi giovani tramite il sesso o la sessualità. A questo proposito dovremmo ricordarci, oltre a come ci vediamo noi, di come ci vedono gli altri. Ragazzi, la mancanza di possibilità si maschera benissimo con la dignità. Utilizzatela pure senza ritegno. Lo so benissimo che vorreste essere circondati da femmine piacenti e magari giovani ma il grande problema è come vi vedono e giudicano loro.
Esiste il cosiddetto amore mercenario. A me pare un'altra trappolona. Sono abituato ad acquistare merci, mi sembra strano acquistare, per un periodo di tempo necessariamente limitato, una persona. Tra l'altro, in periodi molto lontani della mia vita, ho avuto la fortuna di provare amore. Trattasi di sentimento cioè di una facoltà psichica legata all'attrazione sessuale. Fare il contrario, cioè immaginare che sia amore un esercizio di tipo fisico mi riesce veramente difficoltoso. Lo so che si tratta di un problema squisitamente personale, lo cito per completezza d'informazione.
Ora che frequento quasi solamente altri anziani, o vecchi del tutto, il mondo intorno ha moltiplicato le sue minacce e farà di peggio in futuro. Il Draghistan non è un paese per giovani ma senza dubbio lo è tanto meno per vecchi. Vive meglio chi si trova in paesi o centri più piccoli. Nelle città è veramente difficile tirare avanti e io sono in questa situazione per decisione dei miei familiari più vicini.
Invecchiando si dovrebbe semplificare la propria esistenza e i compiti quotidiani. Io mi trovo bene in un centro più piccolo e raccolto, con aria migliore e cibi più sani ma i figli lavorano da schiavi fino alla vecchiaia, come al solito, e mia moglie è sinceramente convinta che senza la grande città non potrà sopravvivere.
Per stare meglio, insomma, dovrei isolarmi e quindi star peggio. Questo significa che invecchiando, inevitabilmente ci si scontra con la mentalità di giovani e vecchi altrui. Questo è uno dei problemi collaterali peggiori.
Invecchiando, tutto sommato, molti problemi sembrano irrisolvibili. Ma ora conta la forza d'animo che ancora abbiamo, prima del salto definitivo. L'ultimo consiglio umanamente importante è proprio informarci su cosa ci aspetta dopo la vecchiaia. Io ho raggiunto la certezza che il meglio debba ancora venire.
Noi non siamo la prigione che vediamo. La stiamo subendo per decisione altrui ma noi non siamo questa prigione e nemmeno la vecchiaia che ora ci assilla. Noi siamo altro. Sarebbe, ora, il caso di ricordarcelo anche per non cade in simile trappola nel futuro. Dove sia il futuro dopo il futuro, lo vedremo.


