Non si tratta di uno scioglilingua ma di un momento fatale nella vita di ognuno di noi. Accade quasi all'improvviso, dopo mesi o anni che un tizio come me ti parla del Draghistan da un blog.
Di colpo, ti accorgi che ha ragione. Questo non è un mondo ideale, non è solo una Matrice e quindi solo illusione, e non si tratta di una semplice prigione. Questo è il Draghistan, abitato da malati, pazzi, criminali, stupratori, cannibali, mostri e mutanti di ogni tipo e soprattutto amministrato da psicopatici criminali che forse neppure sanno di esserlo. Benvenuti nel Draghistan.
Ora, cosa fare nel momento fatale in cui ci si risveglia dal torpore anestetico mentre il mondo intero ti sta già trattando come un puntaspilli e ogni giorno attenta alla tua mente o al tuo corpo o entrambe?
Mi accade con le persone care intorno a me che, tutto a un tratto, si accorgono che ho sempre avuto ragione. Come i matti appunto. Ma questi scoprono che i matti erano loro, che pensavano di vivere in un mondo libero e aperto ,come nei videogame migliori.
Ma io proprio giocando con i migliori videogame mi sono invece accorto di dove cappero ero finito. Solo in quel momento le azioni di dotti, medici e sapienti hanno trovato immediatamente un senso, il senso dei mondi orrorifici costruiti dalla fantasia umana, e presi proprio dalla realtà che ci circonda ogni giorno.
In questo post non ci interessa perchè esiste il Draghistan e chi lo ha creato. ci interessa solo cosa fare quando ti accorgi, finalmente, che vivi nel Draghistan.
1. Fare un piano di battaglia. Nel Draghistan la gente non vive o sopravvive soltanto ,lotta per la sua sopravvivenza. Trapper, resistenti, resilienti o come volete chiamarli. Io mi definisco un sorcino da Play e pc resistente (sempre sia lodato il divin Burioncino). Voi definitevi un po' come volete tanto dovete fare la stessa cosa, per prima cosa, quando vi risvegliate in questo luogo misterioso e minaccioso. Qualunque sia il vostro sesso, la condizione, le possibilità che avete, dovete iniziare con un piano di battaglia. Esaminate con calma i vostri punti di forza (per esempio le disponibilità finanziarie, le proprietà, i beni che avete) poi definite i vostri punti deboli, ad esempio: vi tormenta qualcuno o qualcosa, oppure vi stanno per licenziare o siete malati. Roba seria ,che vi rovina, apparentemente, la già rovinata esistenza. Che siate giovani o vecchi, belli o brutti, non conta nulla. Siete un quasi niente perso nel terribile Draghistan. Scoprirete ben presto che anche un quasi niente ha molte possibilità di resistere.
2. La vostra mente può rivelarsi un abile alleato ma per adesso è ancora un problema. Vi fate molte domande, per esempio quale sia il senso della vita, perchè vi manca sempre lui o lei o entrambe, perchè la vostra squadra del cuore fa sempre cagare eccetera, eccetera. Lasciate stare. Materia per un altro post. In questo momento non dovete chiedervi perchè state male ma come fare a resistere essendo a buon diritto un suddito nel Draghistan. Se avete difficoltà a visualizzare i progetti, prendete un foglio di carta e una penna e scrivete a sinistra i vostri punti di forza attuali e a destra i vostri guai e le vostre mancanze. Non è difficile. Non più che ascoltare un comizio di Renzi o Calenda.
3. Fatta la vostra doppia lista, dovete fare in modo ,semplicemente , che i punti di forza prevalgano sui punti di sofferenza o debolezza scrivendo pochi tratti di una strategia di guerra. Ormai lo sapete già di essere in guerra nel Draghistan, per sopravvivere. Nel prossimo post vi farò un esempio preso dalla realtà: un mio amico che si è improvvisamente reso conto che avevo ragione, proprio come sta accadendo a voi. E guardate che sono partito male: a due anni sognavo di pomiciare con le fate, voi mi capite.
4. Non dovete piangere, provare tristezza o depressione o ancora scoramento. In altri campi di battaglia cioè nella guerra guerreggiata, se un soldato in arme prova un tal sentimento, è un soldato già morto. E voi sapete già che il Draghistan o vi ammazza o prova seriamente a rovinarvi la vita. Ha mille e un modo per riuscirci. E gode nel farlo. Pertanto, il vostro sarà un atteggiamento sorridente, mai spavaldo, ma ben saldo e persino allegro. Per battere il Draghistan dovrete guardarlo in faccia senza tremare.
5. Ora siete come sono io da vari anni e credetemi, non ho un graffio addosso e se ne avessi, ne riderei. Io sto battendo il Draghistan, in questo survival dal vivo e dal vero, e tutti i mostri che lo affollano mi inseguono, mi ruggiscono contro ma non possono scalfirmi. Per arrivare al mio livello id gioco dovrete avere sempre e comunque una tana dove rifugiarvi. Regolare bene il vostro intestino e il vostro stomaco. Prendere meno farmaci possibile. Studiate il modo per curare i vostri mali con cibo e metodi alternativi alla medicina ufficiale che non dev'essere abbandonata se non avete le alternative valide, per esempio sentite dolore e dovete procurarvi un antidolorifico, oppure, come durante il covidillo, utilizzare un potente antinfiammatorio. Abituatevi a utilizzare gli oggetti del mondo per quello che sono e per quello che possono servirvi. Ma ricordate: siete e sarete quel che mangiate.
6. Avete il vostro piano di guerra e una strategia da seguire non per vincere la guerra ma per sopravvivere, un po 'come hanno fatto i molti ragazzi ucraini fuggiti in Russia avendo capito la mala parata. Oppure come hanno capito i no vax quando il Draghistan voleva regalargli prima e imporgli dopo una siringona statale. Questo luogo vi ha arruolato a vostra insaputa e vi ha spinto ad arrivarci con l'inganno o con le solite false promesse. Nella mia pur troppo lunga vita ho visto vittime di ogni genere, finire nei modi più assurdi o più dolorosi. Ho pietà per loro ma so che per sopravvivere in questo luogo terribile servono esattamente gli accorgimenti che potete leggere nel presente blog. Niente di più e niente di meno. Sta a voi armonizzare la vostra situazione personale con questi piccoli consigli di vita nel Draghistan. E sappiate che non esiste nemico invincibile se non la vecchiaia. Ma qui tratto la sopravvivenza nel Draghistan, per trattare la morte nel Draghistan c'è ancora tempo.
Forza, lì fuori non c'è la verità, c'è la lotta pura e dura. E non odiate gli npc. Imparate a sorridere di loro e delle loro stravaganze. Fanno parte del gioco, del gioco più assurdo che mente umana o aliena poteva inventarsi.