Il Draghistan è fatto in questo modo. Ci opprime, ci tormenta, ci ipnotizza con le sue cazzate di continuo. Ci distrugge la vita con vincoli, negazioni, prigioni, tassazioni impossibili, poi allenta la tensione con piccole soddisfazioni quasi gratuite.
Esattamente come la religione e tutti i preti del mondo. Ci parlano di un dio amorevole che ci ama tutti in cambio della nostra adorazione. Un dio che ci fa venire al mondo solo per soffrire e morire ma ci ama tanto. Pensate cosa farebbe se ci odiasse.
Vivere con fede e carità ma rispettando la legge fatta dai tiranni e soprattutto pagando tante , belle, tasse.
Questa è la litania che ci promette il Draghistan, dalla culla alla bara.
Poi ci sono le valvole di sfogo, come i finti liberatori che ci promettono riscosse quotidiane. Vero che durante le crisi dure, come la dittatura pandemica, ci hanno fatto sperare in meglio. Quando l'intero regime del Draghistan ci impediva persino di uscire di casa o di lavorare senza bucarci con cinque dosi cinque e il telegiornale della sera malediva chi osava ribellarsi.
Questa è la vera, faccia del regime. Non esistono più maschere che possano nascondere le loro orribili fattezze da demoni alieni.
Non me la prendo con chi sa solo chiacchierare dalla Rete.
Se è gente che sa solo parlare, evidentemente, non sa e non può far altro.
Ma la nostra vita resta una vera schifezza.
In questo caso, dovremmo almeno essere pietosi verso noi stessi. Niente male agli altri, niente illusioni per noi.
Brutti bastardi, potete picchiare quanto volete ma la vostra prigione è diventata la mia fortezza. Non ve lo aspettavate ma ora dovete arretrare voi.
Ci attende la morte ma almeno, stavolta, sarà un trucco positivo. Nessuna paura: la vera ossessione è la vita nel Draghistan. Morire è una scorciatoia, se va male. Se va bene, è la nostra liberazione.
Non temete quel che deve arrivare: il peggio è passato.
100, mille, diecimila giorni da coglioni sono già finiti.
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