Dopo un periodo molto brillante, complici le ferie estive, questo bloggherello è tornato a essere una lettura per pochi intimi. Ma come sostiene il mio scrittore preferito, Marco Caruso, che ci leggano in molti o pochi non cambia niente. Qui non si vende e non si compra niente, si scrive solo per scrivere. E tanto basta.
Cari NPC, vi vedo agitarvi per colpa di guerre, epidemie e terremoti. Di buono c'è solo che si tratta di faccende già viste, proprio come l'eclissi di sole di domani: la storia ha già registrato eventi simili, disgrazia più, disgrazia meno.
Questo allevamento di pecore umane rimarrà. Il Draghistan è fatto per restare, nessuno distruggerà questo allevamento perchè fa comodo a chi lo sfrutta. Se volete altri particolari, leggete questo romanzo, La Terra invasa dai Rettili e il suo seguito. Altrimenti, fatevene comunque una ragione. Il bello è che continuerà anche quando io stesso non sarò più qui e voi leggerete queste note come un testamento. E sti cazzi ci sta proprio bene.
Noi che scriviamo, passiamo, dopo aver scritto, ed è facile dimenticarci. E sti cazzi.
Il Draghistan è un posto da cui andarsene, a tempo debito, ricordandosi di non tornarci più. Molto semplice. Non permettere mai a nessuno di toccare la nostra libertà e soprattutto la nostra memoria. Nessuno deve poterne disporre e nessuno deve poterci dire cosa dover far e cosa non poter fare. Non esiste peccato, non esiste espiazione e non esiste alcun debito. Un senso si colpa è una palla di granito al piede e non ce lo possiamo permettere. Se non si fa quel che si vuole, si fa quel che si può e tanto basta.
Vita e morte sono eventi passeggeri ma noi non siamo un corpo che si guarda allo specchio. Ho già detto altre volte che l'unica dualità tra noi umani, sfigati quanto vi pare, è la divisione tra risvegliati e NPC. Non ce ne sono altre. Nè razza, nè religione, nè censo e neppure tra computer desktop e pad. E guardate che si sono scervellati filosofi e hanno combattuto guerrieri per questa storia della diversità tra noi umani. Senza capire che ne esiste solo una, la fondamentale e non dipende da noi. Quando si capirà questa faccenda, si risparmieranno tante vite di poveri umani sfigati.
Ma io so che tra i lettori abituali di questo bloggherello, questi sono temi che non tirano, e lo so e un altro, enorme, fondamentale e clamoroso sticazzi ci sta benissimo un'altra volta.
La nostra libertà deve accompagnarci fino alla fine e per altri, per pochi, sarà un altro inizio. Gli altri non avranno nè modo nè tempo per soffrirne. Come diceva un filosofo molto antico, del quale non ricordo il nome: se la fortuna è cieca, la sfiga ci vede benissimo.

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