Questa bella attrice, Jamie Mullen, ha ispirato l figura di Alyx Vance, l'anima bella e gentile di Half Life. Mi pareva giusto farvela conoscere.
Questa bella attrice, Jamie Mullen, ha ispirato l figura di Alyx Vance, l'anima bella e gentile di Half Life. Mi pareva giusto farvela conoscere.
Come vedete, ho rarefatto le nuove recensioni, a parte quei titoli non trascurabili e a volte ce ne sono. Sono indubbiamente legato più la passato, come quei vecchi che continuano ad ascoltar le musiche tipiche della propria gioventù e che ai giovani sembrano così obsolete e dal sapore antico.
Videogiocar sta diventando troppo costoso e io so che questo, il Draghistan, è il paese dove si fa la fila per l'ultimo modello di smartphone anche se e quando si è poveri e non si ha nulla da mangiare.
il mondo gira per conto suo, non guarda le nostre storie individuali con la sufficiente con concentrazione e nemmeno con il normale rispetto che si dovrebbe a vite singole e dignitose.
Noi siamo una nullità nei confronti del mondo e lo sappiamo: ci passerà sopra e quindi oltre molto presto.
Nel frattempo, ci illudiamo di essere importanti e di fare qualcosa degna d'importante, come scrivere un blog che leggono in pochi, forse troppi.
Il problema è che senza queste cose tutto sommato marginali, non andremmo da nessuna parte in questo lunghissimo rimestare di cose inutili, come il gioco.
Ma senza gioco sarebbe peggio ecco perchè parlarne, in ogni modo possibile. Per il resto, vedo che da sempre c'è gente che si pensa addosso, che si parla e si canta addosso, che si gioca addosso. C'è persino tutta la sessualità del mondo nei film porno, in quell'immaginare eterno di corpi vogliosi e bagnati dove, nella realtà, ci si estingue perchè anche il sesso è diventato immagine e non sostanza.
Io lo so bene che mentre sto giocando c'è chi sta giocando con me , la mia storia e il mio blog. Lo so bene ma non m'importa un fico secco. Siamo del resto i fruitori di una sostanza che non ci appartiene, come il territorio che abitiamo, lo spazio che occupiamo e il cibo che consumiamo. Vi ho sempre detto che il mio, primo e forse unico gioco sia il survival horror che si gioca vivendo nel Draghistan, qui, in una delle peggiori e comunque più belle località del Draghistan stesso dove vivo e mi muovo ogni giorno. In fondo, il gioco di un altro.
Abbiamo un'altra scelta? No di certo o non sarei qui a pigiare tasti per scrivere memorie su un diario elettronico. Lo faccio per dialogare con chi non vedo e chi non conosco. E non cerco neppure di farlo sembrare una faccenda normale perchè non lo è di certo. Tutta questa digitalizzazione elettronica che ci stanno imponendo fa comodo a lor signori e nutre la loro insensata ma continua voglia di controllo.
Infatti, scrivo grazie alla loro piattaforma che potrebbero togliermi in qualunque momento. E se fosse sempre stato così, l'Odissea non esisterebbe come tutte le opere antiche e neppure i graffiiti nelle gallerie antiidluviane. Quelli erano uomini liberi, io non lo sono mentre scrivo queste parole e lo so benissimo.
Nel frattempo, gioco, perchè come ampiamente dimostrato, è meglio giocare che fare sul serio. Questo ho imparato mentre sto invecchiando inesorabilmente e se non altro, so che deve bastarmi.
Essendo questo un diario è normale che io parli delle mie memorie e delle mie scoperte. Altrimenti, vi conviene andare sul sito di vecchie riviste che non hanno più la forza di esistere solo in edicola. La verità è che sono quasi stufo di andar a chiedere al m io amico di farmi vedere l 'ultimo gioco uscito perchè solo lui può permettersi un computer da duemila euro che funziona con giochi che costano come un mese della mia spesa nel supermercato vicino casa.
Giocare forse non conta niente ma costa molto, ormai e lo sappiamo. Questa è la sua forza e quindi la nostra conseguente debolezza ecco perchè parlo di videogame, in fondo. Potessi averli tutti, non ne parlerei e andrei oltre. Mi dedicherei a farfalle o francobolli. O continuerei a correr dietro a gonnelle e reggipetti inarrivabili, come facevo da giovane. Un altro gioco, in fondo., è sempre possibile.
Oggi vi parlo di come vive un videogamer. Un tempo ci chiamavano nerd, un termine americanizzato con pochissimo senso se non la facilità a vivere con il computer come amico o amica che dir si voglia.
Sono passato dal Vice 20, al Commodore 64 all'Amiga, poi al personal computer dove il Dos dominava e Windows era solo una scrivania, per poi planare sui vari Win Millenium, Vista, XP e via dicendo.
Nel frattempo, i giochi sono diventati opere d'arte, aiutati dal genere adventure, dove le storie diventavano gioco e viceversa, e agli strategici sempre più profondi e fino alla rivoluzione dei browser game dove per giocare serve solo un programma adatto a navigare sulla Rete.
Oggi, il supporto tipico dei giochi su computer, un tempo il dischetto floppy, poi il cd e infine il DVD ha lasciato il posto al download dai siti come Steam, molto comodo ma che ha tolto il fascino delle confezioni, dei manuali sempre troppo scarni eccetera.
Il gioco ha cambiato i giocatori, questa è la verità. Oggi senza una grafica da film sembra brutto giocare ma io ritrovo la mia giovinezza rigiocando titoli dimenticati come la serie Star Control o il primo Doom.
Cercate i vecchi titoli e soprattutto non buttate mai i personal computer che fanno girare sistemi operativi considerati obsoleti. Vi posso giurare che certi titoli di oggi saranno molto costosi oltre che pretendere un hardware incredibilmente costoso da suo, ma non hanno il fascino di vecchie creazioni.
Come non smetterò mai di incitarvi a leggere bene e con la soddisfazione di non spendere un centesimo. Giocare e leggere sono le mie manie e forse diventeranno pure le vostre.
Ho pensato parecchio prima di scrivere questo post. Anche perchè non posso darvi la mia ricetta che prevederebbe comunque di sgobbare per 35 anni e non lo consiglierei nemmeno al mio peggior nemico.
Nè posso consigliarvi la vita di quel tizio che dice di aver fatto l'amore con 2000 femmine. Immagino quante uova sbattute con zucchero gli saranno servite.
Sapete, per il resto, cosa e dove sia il Draghistan praticamente dalle Alpi alla dolce e assolata Sicilia, passando per la Sardegna.
Se siete persone quasi normali ,come me, non vi resta che mettere da parte, in ogni modo possibile, almeno 100000 euro. Se siete di animo combattivo, prendetevi un monolocale in litoranea o in campagna, ben collegati alla città. L'lideale sarebbe andare in affitto, perchè nel Draghistan i proprietari sono spennati in ogni modo dai paggi di stato. Ma dovrete avere un reddito perchè gli affitti costano.
Poi, vivere di rendita significa diventare grandi clienti di supermercati e seguire attentamente le offerte che fanno con i vari sconti, altrimenti dovrete diventare seguaci di Strega Fornarina e quindi sgobbare fino a diventare mummie.
Nel Draghistan non potete uscire altrimenti vi rapinano o nelle peggiori ipotesi ,vi stuprano. Non correrete rischi se somiglierete a me: alto, con barba e baffi, circa cento chili con l'osso. Se siete donne, lasciate stare o uscite sempre in compagnia numerosa.
Sapete com'è, nel Draghistan: siamo pieni di risorse, venute da lontano, che purtroppo hanno le mani lunghe.
Se e quando lo stato del Draghistan vi mette a disposizione, anche imponendo, una vasta collezioni di siringhe, evitatele come la peste. Io penso sia meglio morire delle proprie malattie.
L'ideale, poi, sarebbe andarsene dal Draghistan ma è troppo facile. Come quelli che per non prendersi malattie non sono mai andati allo studio di un'operatrice per amore. Bocca di Rosa non abita nel Draghistan, giusto nei dintorni.
Armi? Non saprei cosa dirvi. Nel Medioevo, in Giappone, fecero delle proprie mani un'arma. Potrebbe essere un'idea buona per difendersi.
Come sapete, gli altri chiamano questa landa Italia, io l'ho rinominata Draghistan perchè è il regno del Dragone, tutto qui. Inoltre, si tratta di una landa piena di mostri, mutanti, vampiri, briganti e un'intera generazione di maghi neri e di streghe cattivissime.
Basta pensare che una persona media, per cercare di sopravvivere, debba studiare per 18 anni nelle scuole vacciniste del paese, poi lavorare per 45 anni cioè fino a diventar una mummia incartapecorita, e infine si ritrova a dover fronteggiare orde di sciacalli mutanti e vampiri assetati di sangue e di soldi. Questo è il Draghistan.
Oggi vi ricordo alcuni tra i vampiri peggiori, certi amministratori condominiali che trattano gli inquilini come polli da batteria. Ovviamente, la legislazione nazionale li mette nelle condizioni di vampirizzare i poveri proprietari di abitazioni, e gli affittuari che comunque sono soggetti alle fatidiche quote B e C dei millesimi di proprietà.
Per farla breve, dopo esservi svenati per pagare mutui ipotecari da incubo erogati dalle amiche banche (pensate se erano nemiche quel che potevano combinarci), aver versato vari oboli al fisco del Draghistan, ecco che cominciano a vampirizzarvi certi amministratori condominiali. Uno dei metodi più raffinati, è il consumo idrico. vi accorgerete ben presto che il condominio dove abitate consuma acqua come se avesse piscine e giardini verdissimi. Protesterete inutilmente perchè vi verrà detto che i vostri consumi che potete calcolare dall'indicatore che avete in casa ,sono relativi al vostro fabbisogno ma che l'insieme del consumo condominiale sfora i parametri medi e quindi state pagando il malus del consumo.
Questp è soltanto l'inizio. Voi dovete capire che nel Draghistan vi tassano pure l'aria, figurarsi se non colpiscono le proprietà immobiliare in ogni modo possibile.
Come difendersi? Con il diritto ad essere informati. Chiedete sempre pacchi di documentazione magari in formato elettronico, per esempio la bolletta dell'acqua e relativi versamenti. E tutto questo prima di pagare o siete fottuti. Se poi avete seconde e terze case, moltiplicate tutto questo per due o per tre. Non c'è fine al saccheggio delle proprietà nel Draghistan da parte prima di tutti dello stato, poi degli altri.
Esistono vari metodi per cercare di evitare il peggio come costituire società o associazioni o dedicare il proprio immobile al culto e roba simile. In realtà l'intero Draghistan è stato edificato con il compito di torturare e rapinare i sudditi che hanno la disgrazia di soggiornarvi.
Ma ora vi lascio con un po' di serenità: ho trovato questo filmato con alcune colonne di vecchi videogame notevoli. Buon ascolto dal vostro videogamer preferito, o quasi.
Women Simulator è prodotto da Sebasa Games proprio in questo rutilante 2026. Stavolta, dovremo sentirci donna e risolvere guai piccoli e grandi tipici di una condizione femminile.
Ben localizzato in italiano, costa meno di sei euro e per sentirsi donne non mi pare molto. Nel dover svolgere i compiti precisi di una casalinga avremo il controllo spietato del nostro amato maritino. Che gioia.
Cucinare, lavare piatti e pavimenti, stirare e rompersi bene le gonadi. Questo dovremo fare e farlo bene.
Se poi le preferite così è bene cambiare gioco.
Per giocare a far la signora dovremo disporre di un pc che faccia girare Win 10 con un processore come l'Intel I3 e 8 GB di Ram. La scheda video sarà una GTX 1660 e serviranno 10 GB di spazio sull'hard disk per installare questo giochillo.