Dovrebbero cambiargli nome e penso ai tifosi di gran parte del mondo riuniti intorno alla magia di una palla e di ventidue ragazzoni in mutande che la rincorrono e se la passano. Non è calcio, è circo. Chiamatelo circo.
Un gioco deciso dal ventitreesimo uomo in mutande, adesso, da poco, con l'aiuto di telecamere e moviole, alla Biscardi, indimenticabile Uomo del Lunedì.
Se non fosse per la ridda di personaggi incredibili che lo stesso gioco ci ha donato, sarebbe da vietare ai minori.
Il calcio-circo non comprende solo i calciatori-acrobati ma anche una smisurata quantità di commentatori, giornalisti, vallette, soubrette e personaggi di contorno. Qui a Roma, intere radio si dedicano a questo spettacolo, chiamarlo sport è un po' troppo.
Girano tanti ma tanti soldi anche nelle attività di contorno, come scommesse e giornali. Girano donne bellissime attratte dal lusso in mutande e una schiera di lavoratori, lavoranti e collaboratori da far impressione.
Insomma, questo spettacolo è una vera industria mondiale e come tutte le varie industrie andrebbe gestito meglio.
E invece, la gran massa di pagliacci nel circo-calcio, rovina un po' tutto. Guardate l'ultimo caso eclatante, un tizio squalificato che non sconta il turno di gioco ma è regolarmente in campo perchè un presidente telefona a un altro presidente. Roba da circo e da pagliacci da circo, non da sport e nemmeno da calcio.
A qualsiasi gioco, se togliete le regole condivise, diventa peggio di una frittata con i gusci delle uova inclusi. Ma il calcio è anche questo, purtroppo, e ve lo dice uno che le partite le guarda, eccome.
Non preoccupatevi, non migliorerà. C'è un altro gioco nel mondo che ci spinge a peggiorare tutto quel che tocchiamo. Tanti anni fa ero bambino e il calcio è soltanto peggiorato nel frattempo. Come l'agricoltura, l'industria, la pace e la guerra, insomma tutto. Parola di videogamer.
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