Vedete, sto aggiornando sempre meno questo bloggherello. Un po' perchè lo leggete sempre meno. Un po' perchè come tantissimi, qui nel Draghistan, io non ci guadagno nulla a scriverlo. Nè pubblicità, nè donazioni nè uno straccio di software house che mi mandi una beta per recensire un gioco. Esattamente come pensavo, esattamente come pensano molti di voi, io non esisto.
Sinceramente, non so se sia un fatto grave, ma sicuramente è un fatto seccante. E non è nememno un film di Jim Carrey.
Ora dovrei farvi la storia del Draghistan e spiegarvi come mai solo qulache ragazzetta fa soldi a palate con i social. Altre ragazze si spogliano su Only Fans, ma se, posto che non sono neppure per scherzo una ragazza, se mi spoglio io chiamano la croce verde. Per chi non lo sapesse, è il delicato servizio di supporto e ricovero per i malati di mente.
E questa non è neppure una situazione illogica. Vedete, il Draghistan di oggi, un tempo si chiamava Italia. Un luogo abitato da gente creativa e volenterosa che ebbe la sfortuna di perdere due guerre mondiali pur vincendone una, la prima. Un paradosso? No, è storia, purtroppo.
Poi, i cowboy decisero d'investire un po' della loro eterna inflazione qui nel Draghistan e ottennero un risultato sorprendente: la torta lievitò non solo oltre la pentola ma anche oltre il forno stesso.
L'Italia di allora, rinacque dalle sue ceneri come se fosse una favola e si piazzò quarta tra le potenze complessive nel mondo. Era un bel problema per i competitor di allora, in Europa Francia e Germania, con la poco gentile partecipazione degli inglesi. E questo detto nella corrente illusione che gli stati servano a identificare realmente i terrtori nel Draghistan.
Avevamo una classe politica corrotta ma capace, tutto qui. Per annichilirci e trasformaci in Draghistan ,inglesi e cowboy americani cosa si potevano inventare? Ed ecco arrivare Madame Uèuè, la peggiore disgrazia che possa capitare alla quarta potenza globale del mondo e infatti ora siamo una caccola nel naso dell'euro.
Questa è la brevisisma storia del Draghistan che passa per la nave Britannia e finisce probabilmente quando tutti noi non ci saremo più, a parte me che schioderò prima. Di nequizia in nequizia, di assurdità in follia, con Madame Uèuè, semplicmente moriremo, ve l'ho detto e scritto più volte, pixel su pixel.
Questo posto è un vero inferno, un dungeon micidiale popolato da creature infernal ie mutazioni genetiche mortali. Esistono streghe, fate, maghi neri, vampiri, lupi mannari, orchi, giganti avvelenati, morti vienti e vienti già morti, insomma di tutto e di più coniugato al peggio. Questo è il Draghistan.
Scordatevi favole come l'ascensore sociale e la legge è uguale per tutti. Qui si soffre per tutta la vita e ci si augura che finisca presto, tutto qui. L'hanno deciso potentati lontani ma vicini e molto cattivi. Tra loro c'è gente che andava in vacanza sull'isola di Epstein, mi spiego? A proposito: basta una guerra per non parlarne più? Sì che basta.
Esiste anche un Draghistan mondiale. Per esempio quel che succede in Nepal ora. La grande massa d'acqua che lo ha investito, trasformandosi in fango, viene dal Tibet, occupato dai cinesi. Sapete ,lì c'è l'ingresso per Shamballa, quindi per le udienze da chiedere al Re del mondo. Come in Afghanistan esiste un grande portale per mondi alieni ed è questo il motivo per cui dall'antichità dai Mongoli, fino a Napoleone fecero a gara per invadere quel mucchio di rocce e qualche capra. Chiedere informazioni a societici prima e americani poi. Ora i carisismi Taliban custodiscono il tutto.
Tornando al Nepal, ma vi pare che con tutti i satelliti che dichiarano di orbitare intorno a questo posto chiamato Terra, nessuno si sia accorto della grande massa d'acqua che dai monti del Tibet stava precipitando sul povero Nepal? Che cacchio ci dovrebbero fare con i satelliti, giocarci a bocce?
Ah, le care balle spaziali che ci raccontano ogni tanto, come le favole che mia nonna leggeva ai nipotini per farli dormire. Pensate che in base a queste favolette, adesso che sto scrivendo i poveri cinesi sono a testa in giù. Non ridete, c'è ancora gente che ci crede e qualcuno ne parla nelle università.
Comunque, ogni disstro che avviene nel mondo, ci sono sempre draghistani preenti o dispersi, è una specie di legge naturale. I draghistani si espandono come i gas. E visto che persino sui siti dell'ONU è riportata la nuova agenda della decimazione da eseseguire qui entro il 2030, cosa c'è di meglio che una bella alluvione fangosa per eliminare un po' di poveri e disgraziati nepalesi? Non è che possiamo pretendere da Israele che trasformi tutto il mondo in Gaza a forza di bombe perchè ci stanno dicendo che le bombe finiscono, come i missili e gli antimissili. Ora, infatti, Madame Uèuè ordina di produrre armi come se piovesse.
Cosa ci fa il Draghistan che h scritto in Costituzione che non esiste per noi la guerra, non si sa ma intanto le facciamo, magari per rivenderle. E infatti Shrek interno ti va ad assumere l'unico ucraino che non vada all'estero per scappare dalla guerra con la scusa di produrre un po' di quei giocattolini.
Di cosa vi meravigliate? Siamo nel Draghistan, mica in una baita sulle Alpi. Qui, dove hanno giurato di volerci vedere morire di fame e ci stanno riuscendo benissimo come sapete. Noi siamo primi in tanti sport, uno dei quali è darsi la zappa sui piedi fino a frantumarli in tante, piccolisisme, parti. Lì abbiamo vinto la coppa del mondo, altro che calcio. Sono anzi calci nel nostro bel sederino.
Ovviamente, che ve lo dico a fare, un blog che vi parli di queste faccenduole deve restare una virgola nello sterminato mare di Internet e quindi praticamente non esistere nè finanziariamente nè commercialmente. Non esistere non è poi così male, comunque. Non vorrei che scambiaste questo post per un atto depressivo. Noi siamo finiti o meglio scivolati ben oltre la depressione. A noi la depressione ci fa ridere come una comica degli Anni 30.
Io non so quante volte dobbiamo finire e nel frattempo vedere la ripugnante commediola nera che ci forniscono gratis i pagliacci che amminsitrano il Draghistan. Pagliacci molto bravi, certamente, persino indegni della commedia tragica che ci stanno rappresentando. E abbiamo anche sfatato il vecchio problema di capire se esista qualcosa di peggio che morire. Lo sappiamo già: esiste morire più volte, di continuo.
Quel che stiamo vedendo nel Draghistan. I morti escono dalle tombe e diventano zombie, non morti, oppure vampiri per fare concorrenza al fisco draghistano. Se poi siete giovani e laureati, non li state a sentire, fate bene se ve ne restate dove siete. Il Draghistan ha di bello che dovunque vai, rischi di star meglio. Una delle tante lotteria al contrario di questo terribile dungeon.
E restiamo in febbricitante attesa che si risveglino sia Vesuvio che Etna. Magari tra un bel sisma e l'altro, oppure dopo un comizio di uno dei tanti partiti, a scelta, che esitono i nquesto orribile e fasto luogo o ancora quando si ricorderanno che è possibile imporre una bella siringazione di massa. Ditemi voi dove siamo piazzati nella scala da disastro a tragedia, per favore. E ditemelo, magari, dal basso, cioè dalla tomba di uno dei tanti morti sul lavoro. oppure dal portafogli di un pensionato al minimo (circa 600 euro mensili).
Allegria, qui non si muore una volta sola. E l'unica speranza ce l'abbiamo alle spalle: il momento, nel passato, in cui potevamo scegliere di non nascere qui e soprattutto se nascere o no. Ammesso che potessimo scegliere.
Ora, in tutto il sacrosanto Draghistan, dove lo trovate un blog che vi dice la verità? Dove?
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