Qui nel Draghistan, il caldo aumenta l'ansia. Un po' come l'invasione in atto nelle nostre città, specie le maggiori. Ormai, siamo in minoranza, noi draghistan doc.
Ci sono draghistani soprattutto islamici, poi draghistani di altri posti più simili a noi. Mi scompiscio a sentir parlare di rimedi all'immigrazione. Tra poco, l'immigrazione cercherà un rimedio per noi autoctoni del Draghistan un tempo chiamato Italia.
Basta aprire gli occhi a guardare. Nelle grandi città siamo minoranze, tutto qui. Ma a me non importa: io stesso, se potessi, andrei via dal Draghistan. Il mio problema non è chi viene qui ma che io stesso che sono bloccato qui insieme a loro.
Il capo del Vaticano, del resto, ha Castel Sant'Angelo con i suoi fossati, può sempre chiudersi dentro. Non lo aiuterà Carlo Martello, stavolta, non c'è nessun guerriero a guardia della cristianità. Anzi, i migranti li chiama proprio lui. Dev'essere una sorta di suicidio rituale organizzato.
Stavo per scrivere, abbiamo perso, ma in realtà, hanno perso. Il Piano Kalergi ha vinto in pieno, su tutta la linea, bisogna ammetterlo, ma, ripeto, non è un problema almeno per me che non faccio il prete.
Qui fa caldo, la vita costa troppo, siamo immersi in una società impazzita guidata da una classe politica che non augureremmo al nostro peggior nemico, e quindi mi spiegate cosa ci restiamo a fare, qui nel Draghistan?
Può bastare il cibo migliore al mondo, la miglior gastronomia, se quando vai a mangiare fuori devi portare una carriola di soldi come Zio Paperone quando fa i traslochi nel deposito?.
Io me ne andrei in Svezia, paese carissimo anche lui, con le svedesi, non so voi. Ci riscalderemmo efficacemente insieme. Tra l'altro, la Svezia conta appena 10 milioni di abitanti. Un po' cara purtroppo, fa parte di Madame Uèuè pure lei, quindi sarebbe solo un Draghistan un po' più fresco ma la presenza delle svedesi costituirebbe un grande incentivo per uno come me.
E non ci sarebbe il rischio di ritrovarsi in un forno ventilato per cinque-sei mesi l'anno come qui. Tutto questo per dirvi che stiamo contendendo a questi signori immigrati un posto che vorremmo lasciare. Mi pare un atteggiamento idiota, uno dei tanti che viviamo qui nel Draghistan. Il vero interrogativo da risolvere è: ma perchè stiamo ancora qui?
Guardate, io litigo con mia moglie perchè non vuole andare nei piccoli centri del Draghistan dove ancora si respira un po' specie se sono leggermente elevati rispetto la pianura. A lei la grande città, questa ammucchiata di disperati, la conforta. Secondo lei, insomma, mal comune, mezzo gaudio, non essendo svedese ma originaria del nostro ottimo Sud. Io so che mi sposterò lentamente ma inesorabilmente.
Me ne vado dall'ultra periferia urbana di Roma, fino a un paese di un'altra provincia, intanto, quindi mi tolgo dal casino, tanto per essere chiari purtroppo con grande lentezza. Nei piccoli centri, il Draghistan pesa meno, non so perchè. So già però che perderò la tenzone del tipo: o la grande ammucchiata cittadina o me. Lei sceglierà la grande ammucchiata, sono cose che capitano anche nelle migliori famiglie. Sto soltanto cercando una casa indipendente perchè non riesco a tollerare più neanche le riunioni condominiali. Rischio seriamente di diventare un videogamer asociale.
Avete presente quei film americani quando i tizi, armati fino ai denti, si chiudono in casa, trasformata in una sorta di bunker tra l'altro parecchio puzzolente?
Non ve lo dico urlando ma sottovoce: mi difendo ormai corpo a corpo e preferirei difendermi corpo a corpo con un paio di svedesi desiderose di provare i vantaggi dell'immigrazione dal Draghistan. Penso però che in Svezia, con la pensione che mi ritroverò, non ci arriverò mai. La mia Svezia vado a cercarmela in un paesino di montagna dove il gusto ci guadagna. Forse, isolandomi, ma che ci posso fare? Sono troppo anziano per le ammucchiate cittadine, peraltro troppo calde. Ci si deve arrendere a sè stessi, ogni tanto.
Da lì, dal mio rifugio montano, leggerò di quanto vi state impegnando a difendere l'indifendibile. Da quando lì'Occidente è diventato come lo vedete ora, non c'è nulla da fare, Il Sud e l'Est ci mangeranno la terra, deficienti che ancora non lo capite. Si tratta di un processo irreversibile. I veri resistenti dell'attuale Draghistan, dovrebbero liberarsi del padrone americano prima e di quello europeo dopo, poi recintare un'isola come si può recintare un'isola, tipo Montecristo, e lì ristabilire un piccolo nucleo che conservi la tradizione che state già perdendo, da quando la pizza ve la fanno gli egiziani che peraltro sono pure capaci.
I veri traditori di queste lande sono tipi che somigliano a noi, sono dei nostri, non gente che viene da fuori e la faccenda si ripete dai tempi di Aureliano che da barbaro pure lui, diventò prima soldato, poi generale, poi imperatore per difendere Roma dai barbari. Non morì mai sul campo di battaglia, fu ucciso a tradimento. Perchè noi non abbiamo bisogno di eroi ma di nani traditori. Questo è il Draghistan, figlioli, mica un prato di margherite.
Nessun commento:
Posta un commento