Uno degli argomenti preferiti da chi fa finta di fare giornalismo: si avvicinano le elezioni e sono già cominciate le grandi manovre connesse.
Chiaramente, qui si decide solo come amministrare le briciole che ci lascia la dittatura europea, ma sono briciole ambite parecchio da quei parassiti che si annidano nelle stanze del potere. Parassiti servi dei poteri forti, ma sempre parassiti molto affamati.
Ci sono regole universali che affermano che si può parassitare il Draghistan ma servono le deleghe dei principali rapinati, cioè noi. La storia passata insegna che per arrivare a una definizione del genere ,ci sono voluti milioni di morti ammazzati da guerre e rivolte varie. Il risultato si chiama democrazia e questo significa soltanto che si può essere rapinati e stuprati solo con il proprio consenso e quindi ce lo chiedono con le urne funerarie del Draghistan.
Il luogo dove la democrazia è morta da tempo: un cimitero. Qui si riuniscono ancora pecore zombie che credono fermamente di poter cambiare o amministrare il Draghistan solo perchè macchiano con un segno della matitina la scheda elettorale.
Cosa fare per farsi eleggere? Semplice: cominciare a imparare a mentire simulando grande credibilità: io farò un Draghistan più bello, più libero, lontano da Madame Uèuè o dai vari potenti che ci strarompono le balle, eccetera. Salvo, poi, fare esattamente il contrario una volta eletti. Girano video esplicativi dei vari eletti di oggi e delle promesse vane fatte prima di essere eletti ,non c'è che da scegliere il più ridicolo.
Non a caso, Fata Melona si è dimostrata una delle più grandi conta balle della storia moderna del Draghistan e le va riconosciuto il merito. Ma ha moltissimi concorrenti.
La commedia non finisce qui: alcuni comprimari stanno smentendo secoli di lotte condotte da destra e sinistra per cercare di rendersi commestibili agli occhi di chi governa adesso. Avrete certamente sentito che questo governo prima ha innalzato il numero delle firme previste per proporre le liste, poi sta stringendo accordi per imbarcare elementi del finto dissenso al fine di comporre coalizioni il più numerose possibili. Qualche cretino che continua a protestare, magari lo fregano con il voto.
Chiaramente, continuando su questa china, finiranno col votarsi tra di loro ,come qualunque assemblea esistente nel Draghistan. Ecco cosa accadrà quando nessuno di noi si comporterà da pecora zombie andando a votare. Sarà in quel momento che la vecchia favola della democrazia sarà evaporata per sempre e governerà la parola dittatura. Ma è necessario arrivare a quel punto dato che i potenti del Draghistan sono per prima cosa grandi mentitori, poi dittatori. Costringerli a dire la verità è la prima esigenza di noi, poveri, schiavi nel Draghistan.
Se il re è nudo deva apparire nudo e non vestito. Non è semplice filosofia è la prima condizione per tentare di cambiare veramente questo orripilante posto chiamato Draghistan.







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