Ce ne hanno fatte e ce ne fanno di tutti i colori, questa è la pura verità. Qui nel Draghistan, Madame Uèuè domina e starnazza i suoi dogmi ogni momento della nostra, tetra, giornata.
Mentre il cielo plumbeo promette bruma e pioggia oppure sferza l'asfalto con il calore eccessivo dei tormenti agostani, quel che non cambia mai sono i diktat di questa ineffabile e immarcescibile Madame Uèuè, oggi dominata dalla tremenda signora Von del Pfizer. La dea che generò contratti con i soldi nostri con un sms poi cancellato accidentalmente.
Tra l'altro, qui nel Draghistan, molti i lamentano, altri la adorano come una malefica dea, ma nessuno fa nulla per liberarci tutti da questa iattura epocale.
Noi del Draghiatn siamo contribuenti netti della Uèuè, cioè la paghiamo. Poi questa ci restituisce parte di quel che versiamo per i progetti che Madame Uèuè vuole. E pretende la restituzione del prestito.
In pratica, noi paghiamo la Ueuè.
Questa non è adesione, peraltro obbligata cioè senza un referendum, è schiavitù.
Se vogliamo uscire dalle nebbie del Draghistan, paese maledetto e schiavo, dobbiamo per prima cosa liberarci da questa trappola mortale che ci sta uccidendo.
Fuori da questa trappola, chiamata Madame Uèuè, fuori da questa follia e da questa morte annunciata. Lo dico ai nostri giovani: moriremo nella prigione europea, ci vampirizzeranno gridando al debito pubblico e ci spoglieranno pure della poca carne che rimane attaccata alle ossa.
Io sono vecchio, ho pochissimo da vivere ancora ma voi, ragazzi e ragazze, volete sopravvivere da schiavi?
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