giovedì 12 dicembre 2024

Siringatori di regime, non potete tacere almeno per vergogna?

 


Le dittature o cadono di botto o stridono con rumore di denti e unghie mentre muoiono lentamente. Il passato non è avaro di dimostrazioni del genere. Ne sto sentendo di tutti i colori da quando Fata Melona ha fatto una magia buona, una volta tanto. Ne ha promesse tante ma ne fatta una sola, e vabbè ci accontentiamo. 

Nel frattempo una commissione parlamentare cerca di capire cosa non sia andato durante la dittatura del Dragone Volante e c'è bisogno di una commissione per capirlo? Provo a riassumerlo io: gente bastonata e multata perché non indossava uno straccio sulla faccia. Gente privata del lavoro e della professione perché non aveva scaricato una delle tante app, chiamata Nazi Pass, sul proprio telefonino. Gente trattata in modo poco appropriato negli ospedali perchè il protocollo in auge diceva così. E i poveri portuali di Trieste che hanno fatto la doccia gratis dato che avevano osato inginocchiarsi per pregare. 


Tra l'altro, aggiungo che il sottoscritto, allergico per natura agli obblighi idioti dei regimi, ha dovuto prendere per non so quanti mesi il caffè in piedi nei bar mentre non poteva neanche entrare in un ufficio postale per prendere il proprio denaro o pagare un debito tramite conto corrente. 



Sai, cara commissione governativa, ci volevano bucare a forza e non chiamandomi Gruviera di cognome ho gentilmente declinato. Vedete, io mi faccio i caxxi miei e non mi sognerei mai di imporre al mio vicino cosa deve pensare, fare o mangiare nè come e se curarsi. Parimenti, il mio vicino deve comportarsi con me nello stesso modo oppure divento un eroe come disse il chiarissimo Generale Blanchard.



 Tanto più deve farlo il regime del Draghistan, che, peraltro, io non approvo minimamente. Non mi stupisce più di tanto, oggi, l'atteggiamento di tanti servi privati dell'obbligo punturale e delle multe destinate ad altri, anzi, so che ci riproveranno. Ormai, non hanno più nessuna maschera da mostrarci. Sono complici del regime e li vedete meglio adesso, strapparsi le vesti perchè i loro simili non sono stati affrancati dallo stesso regime sanitario o politico che sia. 



La libertà è ricercata dalla legge e c'è una taglia su di lei qui nel Draghistan. Comunque, grazie, Fata Melona. Una l'hai azzeccata, magari è solo l'inizio. A proposito: forza Kennedy, non mollare!!! 


mercoledì 11 dicembre 2024

Il destino del tamagotchi

 

Ve li ricordate, vero? Erano quei piccoli apparecchi portatili che facevano girare semplici giochini basati sulla crescita di un cucciolo animale. Ma è anche il nome del nuovo capitolo, incredibilmente bello, di un romanzo scritto dal mio autore preferito. Marco Caruso. Fa parte del romanzo Addio alla colonia terrestre, struggente e romantico come pochi. 

Questo autore è conosciuto tra il pubblico di Amazon ma nelle librerie non lo trovate perché qui nel Draghistan non pubblica chi non è gradito ai poteri forti, insomma non è raccomandato. E infatti, non si canta, nè si recita nè si dipinge se non siete accuratamente raccomandati, oppure belli o belle che si donano al gentile acquirente. Gira così e lo sappiamo tutti, specie quando sentiamo nei dibattiti in televisione che l'ascensore sociale è fermo. 

Grazie al caxxo. Mai come nel Draghistan di oggi, la gente normale e che merita si ferma allo zero chimico. Non si muove da lì. Non a caso, io scrivo gratis e mi tocca ringraziare pure il servizio che mi ospita.  Grazie, Blogger. Magari, non censurarmi.



Detto questo, parlavo del tamagotchi, un apparecchietto che ci faceva divertire parecchio ed esiste ancora, per esempio su Temu. Costa pochissimo ma non lo usa più nessuno. Fa parte della memoria. Certo, la memoria ci serve parecchio e ci insegna tutto. 

Oggi ci crediamo evoluti, persino più liberi ma il regime ci controlla ogni movimento e ogni azione. La loro ossessione  è questa. Per capire ciò servono gli autori che hanno qualcosa da raccontare. Ma voi troverete nelle rivendite gente che ha solo qualcosa da chiedere, cioè il vostro prezzo per un libro. A forza di pubblicare raccomandati, che raramente hanno qualcosa da raccontare, voi come me, non comprate più libri ma li prendete in prestito o in regalo da qui luoghi, di solito nelle piazze o nei supermercati, dove esistono scaffali pieni di libri da consegnare o da prendere liberamente. Libri già stampati. 

Non costa nulla se non la fatica di prenderseli o riportarceli e quindi va alla grande questo servizio che, contemporaneamente, svuota librerie ed edicole. Come le svuota quel che deve necessariamente fare il mio scrittore preferito dato che sta offrendo gratuitamente sul suo blog le opere che scrive. E questo per due motivi: l'editoria di regime non gliele pubblica e quindi lui deve regalarle. Ma i primi e i soli a soffrire di questo fatto sono proprio gli editori del Draghistan che venderanno sempre meno dato che alla lunga la gente imparerà che la vera qualità letteraria, oggi, la trovi su Internet gratis oppure già stampata e altrettanto gratis negli spazi di condivisione dei libri. Oggi chiudono librerie ed edicole e domani chiuderanno gli editori del Draghistan. 



Noi tutti avremo soltanto libri da pendere in prestito nelle biblioteche o in regalo negli spazi di condivisione. Qualcosa resterà nel digitale, esattamente come accade con i tamagotchi che possono andare o tornare di moda tanto quei pezzi di plastica non invecchiano e hanno solo bisogno di pile. E di memoria appunto. 

Un dramma? Ma no, tutto cambia e soprattutto passa, anche noi stessi. il mio corpo diventerà qualcosa di schifosamente ridicolo e inutile, come il vostro che leggete. Pensate: oggi leggendo questo inutile blog, avete imparato che la memoria è inclusa nell'immortalità e senza memoria è inutile essere immortali. Un videogiocatore filosofo, l'avreste mai detto?



martedì 10 dicembre 2024

Chi salverà il Draghistan? E chi farà bene la cacio e pepe?

 


Mentre gioco, talvolta mi fermo a riflettere. Siamo davvero messi male? Riflettere su questi argomenti è comunque il mio gioco preferito, ovvero il survival horror dal vivo che gioco mentre campicchio nel Draghistan, questa terra che la maggior parte di voi chiama Italia. 



Bah, per me è una landa semidesolata dove comandano tirannucci e sopravvivono alla buona servi sciocchi e qualche brigante. Terra occupata dalle truppe dei cow-boy USA e getta, e invasa dalle forze mercantilistiche della Madame Uèuè che ci obbliga a vivere come vuole lei, punturone di stato comprese. A proposito, Fata Melona ha fatto una magia buona, stavolta, cancellando le multe ai renitenti di siringa come me. 



Nel frattempo, un tal Mangione si è fatto giustizia, per modo di dire, da solo. Sta accadendo che qualcuno sta pensando di usare le armi prodotte dalle Elite contro di loro. Sarebbe come se un fruttivendolo fosse minacciato tramite i cetrioli che vende. Io rifiuto questa dottrina, del cetriolo appunto. Io gioco agli horror e non mi passerebbe mai per la mente che per combattere i mostri infernali di Marte in Doom dovessi trasformarmi in uno di loro. Questa teoria era inserita nelle routine di The Suffering, mitico gioco del 2004.



Ragazzi non scherziamo. Se i mostri del survival horror nel Draghistan ci minacciano e ci fanno male, oltre a sperare nelle grazie e nelle magie di fate e affini, non possiamo che essere diversi da loro e non metterci a sparare a caxxo. Difendersi dai delinquenti o presunti tali, non significa comportarsi come loro. 

Ricordatevi che per ritardare la nostra consapevolezza, le Elite cercano di farci nutrire di vera schifezza e secondo voi per quale motivo? Esse non temono i mostri ma i veri angeli, cioè noi. Poi, mi pare veramente brutto ridurre i grilli in farina.



Nel Draghistan che diventerà un paradiso, ovvero nel finale del mio survival horror dal vero, noi saremo angeli che vivono nella luce, e non avremo mani sporche di sangue, che sia di uomo o di demone. Noi porteremo la prigione fino a dove può arrivare in alto, e diventerà un luogo meraviglioso pieno di delizie. Compresa la cacio e pepe fatta bene.

Credetemi, io di giochi me ne intendo.

E vi consiglio anche di leggere le meravigliose opere che trovate soltanto sul blog di uno scrittore che combatte a modo suo le Elite scrivendo. Potete arrivarci, sul blog intendo, cliccando sulla simpatica monella che veste ardito. Mi ringrazierete.



domenica 8 dicembre 2024

Chi non ha mai sbavato all'idea di guidare un bus? CHI?

 


E ora potete farlo gratis grazie a Epic. Infatti adesso e per pochi giorni, dovete collegarvi a questa pagina e scaricare gratis il gioco Bus Simulator 21. Grazie, Epic. 

Il gioco, creato da Stillalive Studios fu pubblicato nel 2021 da Astragon Etertainment, ci vuole far guidare questi bestioni della strada, in stile americano e tra l'altro è fatto bene. 



Potremo guidare un'intera flotta di mezzi a nostra disposizione e farlo da soli o aiutati da amici collegati in multiplayer. Beninteso, su Steam dovreste sborsare quasi 35 eurozzi per pipparvelo. Il controller Xbox è comunque supportato. 


Non troverete ,forse, mai più la grande opportunità di mettervi alla guida di un mezzo Alexander Dennie, Blue Bird, Byd, Grande West, Iveco Bus, MAN, Mercedes-Benz, Scania, Setra o Volvo.


Requisiti hardware: Win 10 a 64 bit, Intel Core I3 2120, 8 GB Ram, una scheda video come la Nvidia GeForce 760 e ben 18 GB di spazio su disco.  


A proposito, oltre a giocare gratis, in questa giornata fortunata, cliccando su una dispettosa monella qui sotto, sarete catapultati su un blog letterario dove, in giornata e per poche ore, sarà visibile un link per leggere gratis una fantastica raccolta di racconti introvabili altrove. Poi, dite che non vi voglio bene? Leggendo gratis questo blog, potete capire come giocare gratis e leggere gratis. Avete una fortuna sfacciata, è il caso di dirlo e scriverlo oltre a leggerlo. 



sabato 7 dicembre 2024

Oggi parlo di musica e so caxxi


 Beh, anche i videogamer ascoltano musica, per esempio mentre tornano le flotte spaziali di Ogame e bisogna rimanere fissati al monitor e vedere che qualcuno non ti anticipi il fatal rientro. Ma quale musica ascolto io? Vi interessa? Secondo me no, ma ne parlo lo stesso anche perché sto bloggherello qualche lettore appassionato, magari pochi, ce l'ha. Bene, dicevamo quale musica ascolto.

Di solito, non musica italiana. Mi spiego. La musica attuale così come la cultura anche d'intrattenimento attuale, è fatta da troppi raccomandati e non l'ascolto.  Infatti, una carinissima canzone di un esordiente, la posto qui,  a fine post, peccato che non se lo caga nessuno perché è un signor nessuno ovvero non raccomandato. 

Se mi capita di ascoltare uno o una  che va per la maggiore, qui nel Draghistan,  mi viene la sciorta. Lo sapete cos'è? Dicesi sciolta o sciorta , a Roma, per identificare un momento molto delicato nel quale devi correre sul wc o water che dir si voglia. 

Senza fare nomi di poveri svociati nostrani, anche quelli modernissimi, a me fanno veramente venire la sciorta. E di brutto. Le loro raccomandazioni o a chi hanno prestato il pregiatissimo lato B, non interessano. Quella musica ascoltatela voi, se vi piace. 



Io amo il rock, e soprattutto il punk e il post punk. Per quanto concerne i vecchi cantautori quando facevano finta di essere di sinistra perché faceva vendere dischi, li ascoltavo pure non per la politica ma per i testi. Nel frattempo, prima di loro, si è liquefatta la cosiddetta sinistra, appena prima di sposarsi con il Deep State. 

Renatino, poi, e politica a parte,  fino al terzo album  si è in seguito velocemente commercializzato. Sorcini tuoi, caro Renato ma dal paleobarattolo a quelle musichette sentimentali, proprio non ci vado. 

Per il resto, passare dalla terribile Oriettina e dei vari urlatori a Fedezzino de noantri, è un brivido freddo che non mi merito e non mi sono mai meritato. 


Le mie oasi attuali si chiamano Depeche Mode, Interpol, Placebo, e Skunk Anansie e qualche vecchio gruppo come America,  Ultravox, The Sound e simili o al limite David Bowie. Quella è musica. 

Scommetto che se siete giovani state sbadigliando. Fate pure. Siete nutriti a forza di hamburger, figuratevi che me frega de come magnate o sentite musicaccia fradicia fradicia. Se facessi così io, vorrebbe dire che sto per suicidarmi. Io sono io e voi... completate pure la frase, piccoletti, e amen. 

venerdì 6 dicembre 2024

The Thing remastered!

 


Per poco, regà, mi prendeva un colpo durante il mio quotidiano giretto sulla pagina di Steam. Rigiocare La Cosa - The Thing Remastered) per pc, con la tecnologia di oggi., è semplicemente incredibile! 



Se avete i 29 euro che vuole Steam e i requisiti hardware che indico sotto, prendetelo e preparatevi a tremare. Uno dei horror di sopravvivenza più belli mai visti su pc. Creato da Nigthdive Studios e Computer Artworks e distribuito da Night dive Studios, questo horror è la rivisitazione dello sparatutto orrorifico uscito nel 2002. Ragazzi, è uno spettacolo e dovete giocarlo. Possibilmente con la vostra tremebonda fidanzatina accanto. Vi si stringerà addosso e potrete unire l'utile con il  dilettevole, insomma. 



Il vostro alter ego è un capitano dei militari statunitensi cazzutissimo come pochi che si trova con i suoi commilitoni in una base artica dove si è scatenato un contagio alieno. È pure finito il caffè in polvere, e quindi siete nei guai davvero. 



Outpost 31 vi darà filo da torcere e ben presto vi accorgerete che non potete fidarvi neanche dei vostri amichetti in divisa dato che la creaturina aliena sa mascherarsi bene dentro di loro mentre il contagio si sta sviluppando.

I film della saga rivivranno nel vostro pc purché abbia i seguenti requisiti:

Almeno Win 10 a 64 bit, un processore Intel Core i5, 2 GB di Ram almeno e una Nvidia GeForce GTX 650 oltre a 5 GB di spazio su disco. E non dovete aver la tremarella facile. O sarà la vostra ragazza a dovervi consolare. Beh, fate voi.

 


Stavolta me la prendo con voi

 



Bah, scrivo sempre per la vostra bella faccetta e non me ne viene niente. Vi voglio bene ma voi non lo sapete. Amo videogiocare e oltre a fare questo, scrivo su questo blog. Mai una soddisfazione, mai un centesimo e mai un cenno di assenso. Leggete e andate via. State lavorando o studiando o giocando anche voi? Boh. Io lo so che ci siete, dalle statistiche del blog, ma non vi sento ormai. Quando esco non so se le facce stanche e pensierose che vedo sono anche quelle che, almeno una volta ogni tanto, piantano gli occhioni su queste pagine.



 Lo so che non serve a nulla, scribacchiare qui, cosa pensate che io creda di essere uno scrittore paragonabile a quello che vi regala, qui dove linko, una delle sue pregiate opere ogni tanto? No di certo. io sono solo uno che gioca. 

Ma voi, ci vivete bene in questo Draghistan? Andate ancora a dare la delega a quei parassiti che ci svendono la patria ogni giorno? Ma davvero? Vi va anche bene, la critica vi arriva da un vecchio videogiocatore che da anni è fidanzato con un poster con le immagini di scena della immortale Fenech e innamorato cotto della Regina degli Elfi. Quindi, da nessuno.


Quando ho visto il personaggio di Sante, interpretato da quel piccolo genio di Marco Marzocca, in Sono Lillo, mi è preso un colpo. Pensavo avessero incontrato me per piazzarmi a fare lo svitato in un serial. Beh, io sono più alto e forse poco meno bruttarello ma siamo lì.

Passo la vita a giocare e quindi come faccio a non riconoscermi in Sante?  Ero una specie di nerd, poi la digitalizzazione forzata voluta dalle Elite mi ha spaventato. Giocare non significa disumanizzarsi e invece questi mostriciattoli vogliono fare questo.

No, io penso che dovremmo rendergli noi la vita dura e non lasciare che ci tolgano le tradizioni e la memoria di essere, o essere stati, uomini. 

A proposito, dal blog del mio scrittore preferito tra qualche giorno potrete scaricare una raccolta di racconti bellissima ma terribile. Anche nell'ultimo di quei racconti mi sono rivisto. La scaricai da Amazon se non ricordo male, uno dei pochi a farlo. Insomma, lui scrive per niente, io gioco per niente. 

E voi cosa fate, ogni giorno, per niente?

Mi consola pensando che non ci incontreremo mai. Ma vi ho dato una traccia, così, quando rivedrete l'ottimo Marzocca, penserete a me. Un po' meno bruttino ma un po' più alto.