lunedì 24 aprile 2023

Davvero i videogame sono porcherie?

 


Non ho niente contro i brasiliani e tanto meno contro le meravigliose brasiliane. Apprezzo moltissimo la loro bellezza, la loro allegria, il loro modo di vivere. 

Devo tuttavia pensare che anche in Brasile viva qualche personaggio che forse eccede nel prendere troppo sole su qualche magnifica spiaggia locale. Per esempio, a me era simpatico Bolsonaro. 

Di fatto, è tornato il vecchio Lula e infatti ha sentenziato così: i videogiochi sono soltanto porcherie che insegnano a uccidere. 

Beh, se ne sentono di tutti i colori a proposito dei videogame. Comunque, ricordo che da piccolo imparavo a uccidere giocando con soldatini, aerei e carri armati giocattolo. Epiche battaglie svolte sul pavimento. Oppure, rievocavo massacri tra indiani e cow-boy. 



Crescendo, ho apprezzato e aiutato il marine più forte e sfigato del mondo, andarsene ad ammazzare demoni nelle lune di Marte, giocando Doom. Sono passato poi a difendermi dall'invasione aliena in Half Life ed oggi, talvolta, me ne vado in giro per le città assediate dai non morti a massacrare zombie. Qualche volta uccido pixel ed anche vengo ucciso dai pixel imbestialiti. Vita da videogiocatore. 



Certo, caro Lula, ho imparato a uccidere con il mouse.  Nella vita reale, non mangio neppure animali perché divorare carogne mi fa ribrezzo. Sono tuttavia un terribile assassino di zombie virtuale.

 Devo dire che odio i deficienti che divulgano idiozie ma, giuro, non sparo nè penso di farlo. Dopo aver sopportato il Draghistan e le siringhe volanti che assediavano tutti, sono adeguatamente addestrato a sopravvivere comunque senza massacrare dittatori imbecilli e la loro servitù. Vedete come serve imparare a usare il mitico BFG mentre ci si nasconde dalla caccia demoniaca!



Il risvolto della medaglia è anche utilizzare i sentimenti positivi verso i personaggi dei videogame. Ho fatto già coming out (in italiano: mi sono sputtanato) riguardo il mio amore per la regina degli Elfi. Sono un terribile assassino di pixel innamorato di una serie di pixel. Con buona pace di Lula. Copriti, amico mio, il sole scotta.  

Se non volete finire come certi mattacchioni, leggete, leggete, leggete buoni romanzi e racconti in QUESTA PAGINA AMAZON. Leggere fa bene almeno quanto una buona crema solare. 

sabato 22 aprile 2023

Aggiornamenti, che problema!!!

 


Questo è un post di servizio. Non parlo di videogame e nemmeno di problemi esistenziali ma proprio di aggiornamenti delle nostre macchine-pc. Svolgo questo compito con l'aiuto di un canale del Tubo che apprezzo e che ci descrive un modo per aggiornare il pc pratico e gratis. Qui mi fermo. 

Il motivo è semplice: temo gli aggiornamenti un po' come temo vaccini e farmaci, non cambia granchè la questione. La macchina-pc con la quale sto scrivendo questo post non è molto aggiornata perché installare aggiornamenti in automatico apre le porte a problemi di vario genere. 

Le macchine, come le persone, non sono tutte uguali ma gli aggiornamenti amano macchine tutte uguali. Questa è la semplice verità che ho potuto constatare, dolorosamente, in anni di utilizzo di personal computer. Lascio a voi il giudizio e il rischio conseguente e non potrebbe essere altrimenti. 



Come vedete vi offro un rimedio semplice ma vi dico che, personalmente, sto molto ma molto attendo a configurare aggiornamenti automatici del mio personal computer, per sopravvivere e non per essere alla moda. Fate vobis. 

Del resto, lo sapete. Io amo leggere ma leggo soprattutto, ormai, file digitali per esempio prelevati da QUESTA PAGINA che vi consiglio senza remore. Leggo racconti e romanzi da scaricare sul pc spendendo molto meno di quanto farei in store on line e soprattutto nelle librerie che, del resto, stanno chiudendo. La politica editoriale nel Draghistan porta a questo fenomeno. Il mio autore preferito, nelle librerie non lo trovo. Come nel caso di altri, validissimi, autori. Ci sarà un nesso? 

Schiavi, reclusi, sorci e altri prigionieri non dimenticano

 


Se non si fosse capito, sono contro qualunque reclusione. Nascendo, già ci ritroviamo reclusi dentro un corpo, una comunità, una situazione di vita. La famiglia, più o meno naturale, ci ama o ci odia; ci accoglie o ci abbandona. Qualche volta ci vende. Purtroppo, cominciano già a fare piani per noi. 



In ogni caso, potremmo mai farci qualcosa? Abbiamo una scelta? No di certo: siamo in balia di un mondo adulto che ci fissa con disprezzo o con sospetto. Da quel momento, incessantemente, cominciamo a cercare conforto e rifugio. 

Stiamo male e soffriamo perché ci manca qualcosa dal punto di vista affettivo. qualche volta ci manca persino il pane. Va bene una coperta o un poster nei casi migliori. Questa situazione si protrae per mesi o anni, forse decenni. Possiamo immaginare chi o cosa ci manchi ma comunque non lo troviamo e allora cerchiamo succedanei. Talvolta hanno le gonne corte e i tacchi a spillo. Talvolta hanno le sembianze di sogni che rincorriamo. Qualcuno scrive poesie, altri romanzi. 



Un giorno il mio scrittore preferito mi confessò che talvolta s'inventava le donne che avrebbe voluto conoscere e le infilava nelle storie che aveva in mente per scrivere racconti o romanzi. Io gli risposi che le donne che avrei voluto conoscere, le cercavo nei videogiochi. Restò un attimo a rifletterci, poi rispose che se c'era un momento triste, nella mia e nella sua esistenza, era incontrare la donna che aspettavamo nella realtà e renderci conto che non ci voleva, che ci rifiutava. Io gli confessai che quelle donne erano tali nei videogame che avevo messo da parte. 


Risolvevo in questo modo l'ennesimo mio dramma. Pensavo a quel tempo che avrei preso un cagnolino. Poi il mio poster mi fece una scenata e lasciai stare. Quando rifletto su queste faccende, mi vengono sempre in mente situazioni come quella dei veri reclusi, che abbiamo pensato di nascondere dietro i muri di una prigione.



 Non riusciamo a essere liberi quasi mai, e comunque sappiamo molto bene come eliminare le residue libertà altrui. Lo so che chiunque sia soddisfatto della propria esistenza, penserà che questo post è scritto da un depresso, malato o persino svitato. Tra l'altro, non ho mai detto di non esserlo. Personalmente, ho cercato la mia coperta di Linus nei videogame ed è andata benone per anni. Il Draghistan è venuto a casa mia a prendermi a calci e io non posso perdonare, scusatemi.

 Possono rivoltarsi la Corticella come vogliono, ma io non posso perdonarli. So recludermi da solo, non ho bisogno di incentivi: avrebbero dovuto saperlo. Da parte mia, sapere che le loro manovre hanno tolto la vita alle varie vittime da effetti collaterali, scuote la mia coscienza di sorcino da Play. Io non posso dimenticare e non posso perdonare. 



Vedete, cari servi del Draghistan, posso garantirvi che qualcuno, da qualche parte, sta già ragionando su come farvi scontare il male che avete evocato nel mondo. 

La sofferenza, il male già presente nelle nostre vite, non ha alcun bisogno di essere ampliato, moltiplicato, diffuso con guerre, epidemie colpose, siringazioni obbligatorie e altre amenità nefaste del genere. Vi fate assolvere in Terra ma la terra non basta mai. Purtroppo per voi, la galera che immaginate per altri, non finisce qui e ora. 

Devo finire con un dovere che mi sono posto. Lo scrittore che citavo prima ha scritto questa raccolta incredibile, che per me è stata una rivelazione. Ispirata al contagio, racconta le situazioni appena evocate da questo post. Ovviamente non la troverete mai in nessuna delle librerie che, guarda caso, stanno chiudendo tutte. Capite? Chiudono ma libri come questo li trovate solo su Amazon. Tirate voi le conclusioni. 



venerdì 21 aprile 2023

Dead Island 2, finalmente, quasi fuori tempo

 


Sapete che non parlo di giochi commerciali. Con le dovute eccezioni: capolavori, tradizione, memorie, ricordi. E in quanto a ricordi, il primo Dead Island uscì nel 2011, ovvero 12 anni or sono che in informatica, anche videoludica, è un'eternità. In mezzo, uno spin off, ovvero un gioco che percorre una storia parallela (Dead Island Riptide) nel 2013.



E ora, questo gioco forse persino uscito in ritardo. Un po' sparatutto, un po' avventura horror, ecco riassunto il primo Dead Island e ora vi parlo del secondo capitolo, che ho visto in anteprima da un amico che usa la Play 5 dato che mi risulta si possa solo pre-ordinare per esempio sul sito di Epic. 

Gioco addirittura vietato ai minori di anni 18 il che sa di ridicolo soprattutto dopo il mancato divieto di tanti film e serie orrorifiche a base di zombie affamati. Non solo i divieti, generalmente, sono idioti ma sono pure di parte cioè valgono per alcuni ma non per tutti.

 


Dette queste ovvietà (come al solito consiglio sanfedisti, filosofi da strapazzo, benpensanti amanti del potere costituito e legaioli di stare alla larga da questo blog) parlo di quel che ho visto giocando il nuovo Dead Island 2.

L'ntro è piacevole quanto un film. Forse è da considerarsi un film. Ci troviamo in una Los Angeles, ribattezzata opportunamente Hell-A, traballante di movimenti sismici, governata da militari e sconvolta dagli zombie e assistiamo anche a varie aggressioni. Dovremo scegliere poi il nostro alter ego nel gioco. 

Tanto per iniziare dovremo fermare l'emorragia da ferita alla gamba e uscire da un simpatico aereo in fiamme e magari rintracciare altri superstiti cercando anche armi. La sensazione è trovarsi nel nuovo Half Life ma popolato di zombie al posto degli alieni. 

Ci troveremo subito ad affrontare, quasi a mani nude, il primo zombetto affamato e dato che non vogliamo suicidarci facendo da primo piatto, dovremo ri-ucciderlo in tutta fretta. 

Il gioco ci mostrerà dove trovare armi e altri oggetti, per esempio spaccando casse. Diciamo che per ora, prendere a sane mazzate i mordaci non morti servirà parecchio. Beninteso, esistono anche armi da lancio. Gli elementi dello scenario si possono colpire, far crollare al suolo, rompere, eccetera.

Non vi tolgo il gusto di vivere la trama da soli. Ne accadranno di tutti i colori davvero, con prevalenza del rosso, e non in senso politico. Da quel che ho visto in due ore di gioco, questa è la nuova pietra miliare dell'horror da combattimento e da sopravvivenza. Deep Silver Dambuster Studios (sviluppatore britannico) ha fatto un ottimo lavoro davvero.

Qui si fermano le mie, prime, impressioni e non seguirà un'ulteriore recensione che, in questi casi, riservo a operazioni di collaborazione con le case produttrici esclusivamente commerciali. Sapete, ai ricchi e potenti, il mio lavoro non lo regalo.

Vi raccomando invece, se amate l'horror, questi libri, scritti da un autore italiano di tutto rispetto. Giocate e leggete, questo il mio consiglio. 




Hikikomori, vi amo.



 Prendo spunto da un articolo di Roma Today. L'argomento è importante e il fenomeno è molto diffuso in Giappone e nel resto dell'Oriente. Al di là delle opinioni espresse nell'articolo, se a Roma esistono 500 ragazzi e ragazze che vivono chiusi nella loro stanza, attrezzata per le moderne comunicazioni tramite la Rete, tra videogame e social, ebbene, senza saperlo vivono come me.

Io sono stato recluso soprattutto dalla follia vaccinale ma sto benone nella mia tana da sorcio da Play. Questi ragazzi si sono rinchiusi da prima, rifiutando questa follia collettiva che chiamiamo società. Il loro problema è la società moderna che a sua volta detesta gli eremiti e soprattutto gli eremiti digitali. 

Se queste creature vogliono chiudersi dentro un locale super tecnologico, ne hanno la facoltà. Non devono essere mostrificati. Dopo che si sono emarginati da soli, non potete ulteriormente isolarli con la vostra insana pietà e le vostre critiche strambe, una pietà dimostratasi certamente ipocrita dato che avete isolato volontariamente tramite le istituzioni del potere chi non voleva assorbire le vostre siringate di stato. 

Cari benpensanti, pippatevi quel che volete e non rompete. Ve l'ho detto in tutte le salse, e quando mi isolavate, durante il grande Draghistan amministrato da quel tizio con la faccia da lucertola, io vi ridevo in faccia e mentre declamavate la vostra violenza parlando di lanciafiamme e cannonate da utilizzare contro i terribili no-vax, io ridevo e ridevo, giocando beninteso. 

Il mondo dei videogame è molto migliore di quello che avete costruito con il vostro potere malefico e invadente. Vi rifiuto anch'io, come gli Hikkomori, anche uscendo dalla mia tana per andare nei supermercati a risparmiare qualche spicciolo facendo la spesa. Poi schifo i vostri teatri, detesto i vostri cinema, non vado neanche negli stadi pur amando il calcio e non acquisto libri (se non usati o da collezione) che non siano file digitali per esempio in QUESTA PAGINA MERAVIGLIOSA e sapete per quale motivo? 

 


Le vostre norme hanno già deciso che gente come me non se lo può permettere oppure, semplicemente, avete limitato il mio fisico con le vostre sostanze venefiche. 

Anche considerando che la vostra brutalità economica la detesto. Il vostro capitalismo da maiali avidi non mi è mai piaciuto. Ragazzi che amministrate il potere, questa società fa pietà se non schifo e chi la rifiuta dovete rispettarlo e onorarlo. Siete voi, mostriciattoli, che avete inventato la reclusione sociale, per esempio le galere. Noi, Hikkomori e non, semplici sorcini da Play e libertari de noantri, vi rifiutiamo.

Hikkomori, vi amo. 

 


giovedì 20 aprile 2023

Due mattacchioni niente male

 Beh, vorrei condividere. Se esiste tale tasto sul Tubo, un motivo ci sarà. Senza voler minimamente entrare nel merito delle opinioni e delle analisi proposte. La vis polemica mi piace. Prego, godetevi questa coppia di conduttori. Comunque, il Tubo non vi esime dal leggere, per esempio, un romanzo che di rettiliani se ne intende. 



Scandalo! Il puttanesimo mondiale si interroga su OF|!

 


Prima, necessario leggere questo articolo. Ho già parlato dei mille pruriti nazional- popolari che ovviamente investono anche la Rete e dei loro rivolti commerciali. 

Non guardo il sito in questione, non pago e non so di cosa si parla. Mi bastano le dichiarazioni della simpatica signorina che è incorsa nell'antipatico incidente narrato nel pezzo. Interessante quel che dice sul suo passato di lavoratrice in un ospedale e sul fatto che spogliandosi su internet guadagna di più. Nulla di nuovo sotto internet e neppure sotto il sole delle nostre spiagge, mi pare. Voglio dire che per rifarsi occhi e occhiali non serve neppure pagare. 



Li avete mai visti i canali del Tubo dove avvenenti ragazze si cimentano nelle pulizie o nel cucinare succulenti ricette mezze nude se non nude del tutto? Oppure le attrici (si fa per dire...) porno/hard così come gli attori (si fa per dire, altrettanto)? E per quanto riguarda moda e cinema diciamo normale, non mi sembra che siano mai mancati scandali e ammissioni varie. Non so se avete mai provato, omini e donnine, a fare carriera in quel patinato mondo... 


Cari lettori, il puttanesimo è un'istituzione mondiale, non nascondiamoci dietro un...dito. Oltre al fatto che esistono clienti e abbonati vari di tali esibizioni e vendite corporali. Milioni di persone. I controlli sarebbero i benvenuti specie se tesi a evitare abusi e soprattutto violenze e prevaricazione.

 Siamo più o meno tutti complici del mercato dei corpi normale o almeno tollerato dalle leggi, compreso io che scrivo e che faccio il videogamer per passione. La bellezza femminile mi attira ovunque si trovi, anche se non spendo per vedere video e tanto meno per frequentare gentili donnine di qualunque età anagrafica. 

Io sono schiavo della fantasia, come sapete. Per me è molto facile osservare e pontificare con ironia. Del resto che devo farci se amo un poster? Tra l'altro non ho un bel nulla da vendere. 

Per il problema dei minorenni, poi, registro che da vari anni si stia discutendo la proposta di abbreviare il periodo della minore età. Solo un caso? Mah...

Le simpatica monella qui sotto, invece, serve a propagandare l'idea che si possa leggere, e bene, utilizzando il link collegato all'immagine che porta su una pagina Amazon dove trovate opere di narrativa gialla, fantascientifica e horror. Pensate: scritte bene  da un italiano. Una rarità. Unico difetto è che non si spoglia nessuno. Pazienza.