venerdì 6 dicembre 2024

The Thing remastered!

 


Per poco, regà, mi prendeva un colpo durante il mio quotidiano giretto sulla pagina di Steam. Rigiocare La Cosa - The Thing Remastered) per pc, con la tecnologia di oggi., è semplicemente incredibile! 



Se avete i 29 euro che vuole Steam e i requisiti hardware che indico sotto, prendetelo e preparatevi a tremare. Uno dei horror di sopravvivenza più belli mai visti su pc. Creato da Nigthdive Studios e Computer Artworks e distribuito da Night dive Studios, questo horror è la rivisitazione dello sparatutto orrorifico uscito nel 2002. Ragazzi, è uno spettacolo e dovete giocarlo. Possibilmente con la vostra tremebonda fidanzatina accanto. Vi si stringerà addosso e potrete unire l'utile con il  dilettevole, insomma. 



Il vostro alter ego è un capitano dei militari statunitensi cazzutissimo come pochi che si trova con i suoi commilitoni in una base artica dove si è scatenato un contagio alieno. È pure finito il caffè in polvere, e quindi siete nei guai davvero. 



Outpost 31 vi darà filo da torcere e ben presto vi accorgerete che non potete fidarvi neanche dei vostri amichetti in divisa dato che la creaturina aliena sa mascherarsi bene dentro di loro mentre il contagio si sta sviluppando.

I film della saga rivivranno nel vostro pc purché abbia i seguenti requisiti:

Almeno Win 10 a 64 bit, un processore Intel Core i5, 2 GB di Ram almeno e una Nvidia GeForce GTX 650 oltre a 5 GB di spazio su disco. E non dovete aver la tremarella facile. O sarà la vostra ragazza a dovervi consolare. Beh, fate voi.

 


Stavolta me la prendo con voi

 



Bah, scrivo sempre per la vostra bella faccetta e non me ne viene niente. Vi voglio bene ma voi non lo sapete. Amo videogiocare e oltre a fare questo, scrivo su questo blog. Mai una soddisfazione, mai un centesimo e mai un cenno di assenso. Leggete e andate via. State lavorando o studiando o giocando anche voi? Boh. Io lo so che ci siete, dalle statistiche del blog, ma non vi sento ormai. Quando esco non so se le facce stanche e pensierose che vedo sono anche quelle che, almeno una volta ogni tanto, piantano gli occhioni su queste pagine.



 Lo so che non serve a nulla, scribacchiare qui, cosa pensate che io creda di essere uno scrittore paragonabile a quello che vi regala, qui dove linko, una delle sue pregiate opere ogni tanto? No di certo. io sono solo uno che gioca. 

Ma voi, ci vivete bene in questo Draghistan? Andate ancora a dare la delega a quei parassiti che ci svendono la patria ogni giorno? Ma davvero? Vi va anche bene, la critica vi arriva da un vecchio videogiocatore che da anni è fidanzato con un poster con le immagini di scena della immortale Fenech e innamorato cotto della Regina degli Elfi. Quindi, da nessuno.


Quando ho visto il personaggio di Sante, interpretato da quel piccolo genio di Marco Marzocca, in Sono Lillo, mi è preso un colpo. Pensavo avessero incontrato me per piazzarmi a fare lo svitato in un serial. Beh, io sono più alto e forse poco meno bruttarello ma siamo lì.

Passo la vita a giocare e quindi come faccio a non riconoscermi in Sante?  Ero una specie di nerd, poi la digitalizzazione forzata voluta dalle Elite mi ha spaventato. Giocare non significa disumanizzarsi e invece questi mostriciattoli vogliono fare questo.

No, io penso che dovremmo rendergli noi la vita dura e non lasciare che ci tolgano le tradizioni e la memoria di essere, o essere stati, uomini. 

A proposito, dal blog del mio scrittore preferito tra qualche giorno potrete scaricare una raccolta di racconti bellissima ma terribile. Anche nell'ultimo di quei racconti mi sono rivisto. La scaricai da Amazon se non ricordo male, uno dei pochi a farlo. Insomma, lui scrive per niente, io gioco per niente. 

E voi cosa fate, ogni giorno, per niente?

Mi consola pensando che non ci incontreremo mai. Ma vi ho dato una traccia, così, quando rivedrete l'ottimo Marzocca, penserete a me. Un po' meno bruttino ma un po' più alto. 


mercoledì 4 dicembre 2024

Gestionali famosi

 


Devo dire ,con sorpresa, che le statistiche di questo bloggherello erano più imponenti quando scrivevo sull'altra piattaforma e questo non lo aggiornavo più. Voglio dire che lo leggevate, secondo quanto contenuto nella mia bacheca, più quando non lo aggiornavo. La nostalgia fa di questi scherzi. Non che mi sorprenda più di tanto. In fondo fate parte anche voi del rutilante Draghistan, dove continuano a moltiplicarsi i morti che si sono amabilmente siringati, credendo alle menzogne di un regime terrificante. 

Draghistan horror. 



Ma oggi non vi parlo di questa categoria di giochilli bensì dei gestionali, una mia grande passione. Mi hanno fatto una gran compagnia titoli immortali come il primo Football Manager, 1981,dove si doveva gestire in modo abbastanza impegnativo un'intera società calcistica, oppure il primo Simcity, datato 1989, o ancora Civilization, del 1991, oppure il primo Caesar, del 1992. 



Si può gestire di tutto con i giochi pc: dalle squadre di ogni sport possibile, fino alle aziende, alle fattorie, agli ospedali eccetera. Diciamo, però, che dopo le prime tre-quattro ore di gioco, uno preferiva andarsi a spulciare la collezione di Playboy per rilassarsi un po'. I gestionali diventano ripetitivi, oppure, per tenere il giocatore ancora in tensione, miscelano alla routine avvenimenti drastici, come i terremoti nella serie Sim City. 



Oggi li gioco molto meno perchè faccio già fatica a gestire la mia esistenza. Non che i riflessi siano ancora molto attivi e anche andarmene per le basi su Marte a blastare demoni o essere divorato, mi costa fatica. Doom carissimo, quanto mi manchi dopo il deludente Doom Eternal . Almeno quanto l'ennesimo episodio di Half Life che non arriva mai, o le canzoni nuove di Battiato, purtroppo non più tra noi. No, il nostro tempo non ritornerà più. Dopo la stagione dell'amore, la lunga stagione della memoria.


martedì 3 dicembre 2024

Damose all'agricortura

 


Per i non romani, traduco: dedichiamoci all'agricoltura. Questo il titolo dell'ennesimo post che mi viene da scrivere oggi, dopo le lacrime per le vittime delle punturine statali. Qui, pur tristi e lagrimanti, tocca magnà e allora, visto che Madame Uèuè non demorde dalla sue manie green, damose all'agricoltura.



 Che ce famo co tutta s'industria inquinante? Visto che il nucleare ci procura tante scorie pericolosissime e il solare serve al massimo per le caldaie condominiali, a sto punto, seguiamo la marea e riprendiamo a zappare in grande allegria. Sciurì sciurì de tutto l'anno. Basta con i prodotti dell'industria pensante, viva gli asini e abbasso gli autocarri. Viva le pianure inondate da biondo grano e abbasso quelle caxxo di ciminiere puzzolenti che ci inquinano la via Gluck fin da bambini (Celentano docet). 


A proposito: ho provato a postare il bloggherello su X e mi dice: niet,  fatti  i caxxi tuoi, in sintesi. O X è inaccessibile oppure mi hanno bannato pure lì. Una mania, una malattia.  E sti cazzi. Ho il ban sullo stomaco. Regà, ma fate quel che ve pare. A me, un piattone di pasta e ceci o pasta e patate, non me lo togliete. Combatterò con il mio forcone se ci provate. La pappa non si tocca. 


NB. Qualcuno ha visto il mio amore, Greta la dolcissima verdolina della prima ora? Dove sei, Gretina mia? Chi ti impedisce di sfilar in tutta la tua meravigliosa apparenza? Aho, ma ndo stai?

Il dramma di Camilla da non dimenticare

 


Passa la voglia di giocare in alcuni casi. Camilla mi manca. Dovrebbe mancare a tutti noi. Basta leggere questo articolo. 

Le dittature sono brutte e cattive perché producono vittime e lutti. Schifosa la censura che ci volle costringere a non denunciare questi delitti. 

Nel Draghistan, poi, vige uno strano conformismo della cattiveria umana.

Bisogna ammettere che il male girava, eccome. Io lo posso dire per certo perché l'ho dovuto e potuto battere con le terapie tradizionali dopo parecchio dolore. Ma nessun male deve farci dimenticare che le terapie spettano alla nostra libera scelta e lo stato non può metterci la bocca e il bastone. Quello è il suo limite naturale.

Mentre persone come me resistettero all'invadenza della siringa di stato, maledicendo entrambe, altri furono minacciati e ricattati, cedendo al regime.

Giustizia non c'è stata. non si dovevano soltanto indagare i carnefici di prossimità, ci voleva un processo al regime che non c'è stato e non ci può essere, perché la prima regola di qualunque regime è che protegge sè stesso fino alla morte.



Da allora, questo è il Draghistan e vi prego di aggiornare i libri di geografia. La bella Italia non esiste più. Questa terra di ombre e di orrori è un cimitero di persone morte per assenza di libertà e forse di coscienza umana.

I nostri nipoti forse capiranno, forse no. Di sicuro non ricorderanno perché la memoria collettiva si dovrebbe nutrire di fatti e non di menzogne.

In questa terra d'incubo, il Draghistan, noi celebriamo i morti, non vedendo che altri morti viventi continuano a fare danni. Dopo le morti da siringazione di stato, arrivarono i morti per le bombe ed erano morti che non potevano nè volevano combattere. Erano luoghi lontani dal Draghistan ma da qui sentivamo i loro lamenti.

Oggi, giocare è impossibile. 



lunedì 2 dicembre 2024

Restare o no nel Draghistan?

 



Nel mio survival horror dal vivo, il Draghistan è la vecchia Italia, o penisola italiana. Voi sapete che dovendo abbandonare questo posto, si dovrebbe anche salutare Madame Uèuè, quell'accrocco di gente che prendendo ordini direttamente dalla madre patria Usa e getta sta amministrando i territori della Vecchia Europa. Da considerare che questi tizi adorano letteralmente il Dio Dragone, quel tizio terrificante che mette la finanza su tutto anche sugli spaghetti. Forse è il caso di partire e non tornare mai più.



Succede, nel Draghistan, che la gente sia forse in maggioranza contenta di questo regime ed io ci sto male. A me i servi contenti piacciono poco specie se sono servi infelici. Ci si lamenta di tutto ma non si arriva a dama con i ragionamenti. Madame Uèuè ci mette del suo dato che si tratta di una delle dittature peggiori mai viste, tanto da farci immaginare che se eravamo uno stato USA e getta stavamo meglio.

Io ho famiglia, vivo de mio, quindi senza lavorare più (dopo 35 anni stavo già a fa la muffa) e posso portarmi i miei risparmi dove voglio. Sapete, non volevo morire sul lavoro come pretenderebbe Strega Fornarina, quindi, messi da parte un po' di soldini, me so dato prima della pandemia, quando potevo pure andarmene di sicuro se facevo le siringazioni di stato. All'epoca pensai: siringatevi sta minchia e ho fatto bene, visti gli sviluppi.



Ma sta gentarella ci potrebbe riocare, come se dice qui nella ex Città Eterna e insomma, visto che siamo pieni di schiavi contenti, perché non affondare di nuovo il coltello caldo nel burro?

Ora, mi si porrebbero due problemi nell'abbandonare definitivamente il Draghistan: dove andare a planare e come lasciare i miei figlioletti e consorte. Perché questi soggettini non li sposta nessuno. Sono fermamente convinti che nel Draghistan si stia quasi bene. Non so quanto siano sani di mente ma del resto non so neppure come sto io, quindi che problema c'è?



Ricapitoliamo: vorrei vivere in un paese civile, tranquillo, con abbondanza di vegetali perché io non divoro cadaveri da tempo. Mi serve sole ma non tanto perché ho i bollori perenni e odio il caldo eccessivo. Se il Draghistan non fosse un'allegra e rutilante dittatura, basterebbe trasferirmi in montagna, diciamo sui mille e poco più. Anche una discreta collinetta va bene, purchè servita da supermercati perché sono un tipo comodo. 

Voi pensate, forse, che io stia scherzando ma mica tanto. Non vorrei morire in dittatura, si tratta di cose serie. Ma sto problema affligge il mondo. Religiose o no, le dittature imperano e questo è male, secondo me. Pure la mamma dei cretini è sempre incinta, e non conta neppure il calo demografico per loro.

Ho anche chiesto al mio scrittore preferito il cui blog è questo.  Sapete cosa mi ha risposto? Meglio la dittatura che conosci già. Ecco la differenza tra uno scrittore e uno che scrive un blog e gioca per occupazione principale. Devo dargli ragione.

Del resto, se me ne andassi, lo scriverei qui dopo un annetto dal trasferimento effettivo,  vi pare? La prudenza non è mai troppa.



domenica 1 dicembre 2024

Horizon Forbidden West: che resa sulla Play 5!


 

Devo ammettere che di solito i giochi facenti parte del mondo Play li provo in casa di un amico carissimo che vede il computer come peperoncino per gli occhi.

A casa sua provo quindi i giochi per la Play, quelli che gioca lui insomma. Ieri sera era impegnato a rigiocare Horizon Forbidden West, giochillo del 2022, sequel di Horizon Zero Dawn da parte di Guerrilla Games. 

Devo dire che sulla P5 fa una figura incredibile. La meccanica di gioco è la solita: vediamo il nostro personaggio di spalle che fa una discreta serie di combattimenti e acrobazie dentro scenari molto belli all'interno di un notevole mondo aperto o quasi.



La trama ci porta in un mondo morente con macchine che impazzano ovunque. Almeno le 4 tribù che conosciamo possono coesistere in armonia tra loro e non è poco. Tuttavia la Cercatrice Nora sta provando a reperire una copia di Gaia IA per terraformare Zero Dawn. utile nel caso di specie per evitare che collassi la biosfera con i guai che potete immaginare. Altro che cambiamenti climatici. Comunque, la vedo dura ad abbattere quel bestione con un misero arco...



Beh, costei è cercata anche da Varl che deve Cercare la Cercatrice. In un mondo senza messaggistica elettronica, capita. Quando si riuniranno i due faranno una serie di scoperte interessanti. Non vi tolgo la sorpresa perché dopo questa brillante introduzione potreste aver voglia di rigiocare il titolo, come ha fatto il mio amico. Il quale, tra l'altro, mi ha parlato della conversione per Win 10. Steam ci comunica la data del rilascio di questa versione nel 2024. 

Forse ve lo proporrò ma costa ben 40 eurozzi ed io, come sapete, sono allergico ai giochi costosi. Ma devo parlarvene perché se avete una copia per la Play 4, giocatela sulla 5 e vi rifate gli occhioni belli di sicuro. Se invece vi andrebbe di pipparvela per personal computer, andate a cercarvi la recensione oppure aspettate che decida di provarla io. Mai dire mai.