sabato 9 maggio 2026

La vera letteratura italiana in musica

 


Una delle mistificazioni peggiori che ci offre il Draghistan è contenuta proprio nelle librerie, quelle superstiti. Sono luoghi commerciali dove gli editori escludono gli scrittori veri, quelli che hanno qualcosa da dire e forse li hanno sempre esclusi. Io sono nato negli Anni 60 e da allora ho visto le stesse cose accadere nel fosco e letale Draghistan.

Questo luogo ha ucciso per prima la letteratura e infatti questa si trova nei luoghi meno probabili e inaspettati, per esempio le canzonette.

Nelle librerie trovate i lavori di scrittori più che altro di regime. Spesso le loro pubblicazioni sono accatastate sul pavimento come merce qualunque.


In genere si tratta di intellettuali buoni per gli schermi televisivi dove recitano le litanie del sistema.

Chi ha veramente qualcosa da dire lo trovate sui siti di self publishing come Amazon oppure in altri siti e blog.

Voi sapete che io spesso cito uno scrittore italiano a me caro e mi ha colpito una sua tesi e cioè quella che espongo in questo post.

L'unica letteratura vera , in Italia-Draghistan, l'hanno fatta con i loro testi i cantautori specie negli anni 60-70-80 per poi piegarsi anche loro alle più convenienti logiche commerciali. Hanno raccontato la vita come si svolgeva in questo paese, senza dubbio, molto meglio di tanti intellettuali da macchina da scrivere.

Ecco per quale motivo la mia musica si ferma ,quasi soltanto, a quegli anni. E leggo alcuni vecchi scrittori inglesi e americani, oppure i romanzi di Marco Caruso che almeno mi raccontano una realtà non esplorata da altri. 

State tranquilli che in radio non ascolterete quelli che hanno qualcosa da dire come nelle librerie del Draghistan non troverete forse mai quelli che hanno qualcosa da raccontare. 

Si tratta del nostro destino, quello che ci ha catapultato in questo luogo oscuro e letale quando pensavamo di vivere.

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