sabato 9 maggio 2026

Vita nel Draghistan

 


La conosco bene, visto che ci vivo anch'io. Un posto dove, a parte il clima, non va bene nulla. Abbiamo già parlato della vita che i vari governi ci fanno vivere qui nel Draghistan. Questo paese si chiamava, anni fa, Italia. Poi si affidò alle cure del Dragone Volante e giustamente è stato rinominato in suo onore.

Un tizio ,ancora vivente, che asserisce convintamente che debba esistere una pace senza condizionatori accesi. E asseriva pure che senza siringhe di stato non si sopravvive. Io, evidentemente, devo essere un errore vivente.

Ma nel Draghistan è interessante soprattutto una strana regola che non vige da nessun'altra parte. La gente ha eletto un totem da fissare per rimparare a vivere. Si chiama televisione. Comanda lei, in realtà.

Tutti i governanti si affidano a questa scatola magica e maligna: lei presenta facce altrimenti impresentabili di ogni risma, poi invita seriamente e con modi spicci di andare alle urne per scrivere con una matita su una scheda e l'incantesimo è completo: i sudditi danno la delega e poi, senza vincolo di mandato, i vari eletti la usano.

Badate ,bene: io scrivo per sfogarmi. non ho nessun altro scopo, e so bene che, bene che vada, mi leggono in dieci. Dieci lettori che sanno bene che sta scrivendo un sorcino relegato dal regime in una tana, seppure confortevole. Non un leader, non un eletto, non uno figo, insomma. 

Uno dei tanti, piccoli indiani, che si sfogano nel Regno dei Draghi contro entità voltanti altissime che ci rovinano l'esistenza in ogni modo, nascondendosi dietro le gonne di Madame Uèuè. 

Dopo di me, non il diluvio ma semplicemente il Draghistan. Non è un posto da cambiare, da emendare, ma è solo una riva da cui salpare per andarsene. Io ho scelto di non avere luoghi abbastanza lontani da qui da poter raggiungere. Andrò via da tutto il pianeta, e per sempre. 

Vi posso lasciare un consiglio che vale per tutti e in qualsiasi momento: non permettete mai che vi possano privare della memoria. Il loro inganno, le loro menzogne, nascono proprio dall'assenza di memoria. Ricordate da dove venite per non tornarci mai più e questa è la prima mia regola che vale per vivere e per non vivere. 

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