Ebbene sì, il Draghistan non si smentisce mai neppure durante le festività. Intendiamoci: non le abolirei mai perchè so bene che per alcuni di quelli che ancora invecchiano sul lavoro, queste sono giornate di apparente respiro.
Invece di andarsene nella solita industria piccola o grande, o dietro la cassa di un supermercato, qualche anima disperata può pensare di trovare un minimo di relax dato che esiste e incombe il terribile trittico 24-25-26 dicembre.
Ora, non dovete neppure provare a immaginare che io intenda andare a infognarmi in una discussione sulla validità religiosa di tali festività.
Cristianesimo o no, la gente nasce e muore, talvolta male, da sempre. Quindi, non incide. Senza contare che basta guardare come si comporta chi dovrebbe rappresentare il Signore in Terra e io penso che da solo, tale sguardo, toglierebbe ogni residuo dubbio, semmai esistesse. Ma io sono un pessimista nato e vedo persino rettiliani in Vaticano.
Vogliamo crederci? Non vogliamo crederci? Non cambia nulla. Rimane immutabile, però, il dovere di onorare le feste. E guai a esimersi. Il più puro stigma sociale ci coglie e ci condanna.
Io ho una famiglia. Basta questo a incastrarmi con queste giaculatorie fatte di spese, mangiate a cui non partecipo, viaggi inutili e sofferti, anche se per mia fortuna niente acquisti perchè, come potete immaginare, il piatto ha pianto talmente che ha pure finito le lagrime.
Farò buon viso a cattivo gioco, raccolgo le mie ossa dolenti per l'ultima influenza stagionale, mi vesto come un coglione e sono pronto alle festività che i signori commercianti amano tanto. Soffrire sì ma con tanto di scontrino fiscale così ride pure il rapace fisco draghistano.
A proposito: Fata Melona ci tortura con l'ennesima finanziaria fatta di tanti calci al culo della povera gente? Fosse la prima volta? Qui chiunque arriva, dà i suoi calci al nostro povero deretano, poi se ne va. E voi a votare. Vi meritate non uno ma cento natali e magari tutti insieme. E se vi faranno troppo male le chiappe, resterete in piedi. La cara Fata Melona si dev'essere trasformata in Fata Turchina e ha dato la sua medicina amara ai tanti pinocchietti nazionali. Evviva. Staremo in piedi e peggio di prima.
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