giovedì 11 dicembre 2025

Mamma, aiuto! Mi sono perso il "mio" oro!

 


Il conto non torna mai, specialmente nel Draghistan.

Questa favola inizia tanto tempo fa, quando i bambini vestiti di nero persero la guerra contro i cowboy e i bevitori di tè. La persero molto male. Senza dimenticare che nel frattempo, provarono ad andare a legnare i brutti e sporchi cosacchi, prendendo legnate loro, invece. Cose che capitano, del tipo: andarono per picchiare e furono brutalmente picchiati. Traducendo: noi andati in Russia e non loro, cretini di oggi, imparate un po' di storia moderna che poi è storia passata da poco. Se incontrate l'Orco Shrek che vuole rimettere in vigore la leva,  ricordategli un po' di storia, vi prego. 


Io lo so che a molti di voi i cosacchi non piacciono ma hanno un vizio: se vai a casa loro da turista, ti riempiono di attenzioni. Se ci vai armato e cattivo si incattiviscono peggio di te e son guai.

Poi si diceva che volessero andare a far abbeverare i loro cavalli a San Pietro, nelle fontane del signore di quel luogo.

Era una balla perchè farsi un viaggio del genere in sella o in treno per far bere un cavallo era da idioti e infatti, a un certo punto, vinta la loro guerra si misero a venderci il gas per pochi spiccioli. Avevamo fatto pace.


Ma i soliti cowboy hanno un bruttissimo carattere e il gas vogliono vendercelo in forma liquida a 4 volte il prezzo dei cosacchi.

Cosa si poteva inventare il Draghistan? Prendere il gas che costa 4 volte rispetto al gas dei cosacchi e così ha fatto. Dovete capire che non esistono solo favole belle ma anche favole del caxxo,  come questa che inizia con l'oro, prosegue con il gas e torna a parlare d'oro. L'oro dei vinti. 

Quindi la favola di oggi prosegue con  l'oro degli sconfitti, cioè noi. Finita a carte quarantotto la seconda guerricciola dei ragazzi vestiti di nero, erano dark della prima ora, i cowboy e i loro tanti amici, chiamati Alleati, andarono far merenda dalle parti della Torre Eiffel. 


In una grande merenda collettiva, vergarono (vi piace il verbo?) i trattati di pace in sostituzione di quelli di guerra e ci scrissero dentro che tra le varie legnate in tempo di pace che ci prendevamo, noi sconfitti, c'era pure la questione, non di poco conto, del tanto oro che si erano fregati in giro per il mondo i cari bersaglieri, a partire da Cavour in poi.

Infatti ,come noto, se non ce l'hai, l'oro devi fregarlo agli altri. Un gioco di ruolo che si chiama passamano. 

 


E come sapete tutti, cari lettori, quando si parla di oro e argento, la matassa s'ingrossa ed è sempre la matassa sbagliata. Infatti a un certo punto, l'attuale capo dei cowboy, scampato a varie sparatorie come nei migliori o peggiori, fate voi, film western, cosa si mise sotto la zazzera bionda? Di andare a contare quanto oro aveva fregato, o forse prodotto, perchè a casa sua l'oro non manca, e farsene una ragione.

Questa roba la tengono dentro un forte chiamato Knox. Dev'esser forte davvero per evitare che i tanti affamati vadano a fare pranzo, cena e merenda lì. Come dire che quando vogliono non farci prendere qualcosa, i modi li trovano, eccome.


Mentre contava l'oro, si sono svegliati i suoi amichetti sparsi nel mondo e sapete perchè? Pare proprio che i capi che comandano veramente, i signori banchieri, siano stati convinti a collegare le future monete al metallo nobile per eccellenza, quindi l'oro continua a impennarsi come valore. Sarebbe importante: 1. Avercene tanto. 2. poter sapere e dimostrare, quanto ce ne hai davvero.  Nel nostro caso, operazione non facile. 

Pare che il nostro oro, nostro per modo di dire come sappiamo, sia diviso in tre porzioni separate e questo accade per due motivi, ci spiegano: il primo perchè i bimbi vestiti di  nero persero la guerra; il secondo perchè i bimbi vestiti di bianco  hanno accumulato troppo debito pubblico. Ma si sa : le merendine hanno raggiunto prezzi da gioielleria appunto e qui nel Draghistan si fa quel che si può. Specie quando decidi, in maniera alquanto sconnessa dalla realtà con quel che caxxo ti conviene fare, di prendere il denaro a strozzo invece che stampartelo.


 Come dire che quando non ci picchiano gli altri, ci sappiamo picchiare in testa e non solo, noi stessi, così, per sport.

Saputa la faccenda, la volteggiante Fata Melona cosa poteva fare se non mettersi a contare lei stessa il nostro oro? Ma come fa a contarlo se ne conserva, sì' e no, la metà? Trattasi di fata, mica di maga. 

E anche le fate hanno i loro limiti, come ben sanno i lettori di questa favola e di questo blog.

Come finirà il blog, lo sappiamo già, cioè finirà con me. Come finirà la favola dell'oro rubato almeno tre volte, non lo sappiamo per ora, cari lettori ma quando lo sapremo, vi racconterò un'altra favoletta come questa. Contenti? 

Ora fate i bravi cioè i perfetti sudditi da Draghistan. Tanto la famiglia persa nel bosco ha trovato un'altra casa e forse, ma forse davvero, i poveri bimbi sottratti son tornati da mamma e papà Una favoletta finita bene? Ma il bene abita o può abitare nel Draghistan? Boh...


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