Non posso dire di essere deluso da Star Citizen. L'ho appena assaggiato ma come tutti i progetti troppo pretenziosi, mi stanca subito e comunque costa almeno 45 dollari.
I videogame cercano di simulare la realtà, oppure ne propongono un'altra, come se la Matrice si potesse sdoppiare. Qui sta il loro fascino indiscusso. Ma se si cerca di riassumere il peggio della Matrice nella sua copia, devo dire che il risultato non è gradevole. Vale per molti videogame degli ultimi 20 anni, incentrati su mondi più o meno aperti. Vale pure il discorso opposto, ovvero per quegli indimenticabili esperimenti riusciti, come Days Gone e l'incredibile senso di libertà che i viaggi del protagonista in sella a una motocicletta ci restituivano, seppur in un mondo apocalittico.
Di solito, ai videogamer la realtà va stretta e ne cercano semplicemente un'altra più comoda o divertente. Non si tratta solo della voglia di giocare.
Qui nel Draghistan è facile avere voglia di evadere in una realtà meno oppressiva. qui si sta male davvero. Io non mi muovo facilmente ma posso vedere quanto esiste oltre, nel mondo materiale, quello che si incontra nel mio survival horror personale.
Uno dei mondi meno oppressivi è in Svizzera, lato nord del Draghistan. Una società leggermente meno pesante e pericolosa di quella che trovate qui. Altri mi parlano molto bene del Portogallo.
Ma se la realtà oggettiva offre alcuni posti che sembrano meno deleteri del Draghistan puro e semplice, i videogame tale realtà la stravolgono completamente. Un po' come fanno i sogni, tanto per capirci.
Forse, il vero problema non è in quel che ci circonda, ma in noi stessi. Forse è quella la frontiera da superare, la prima e inevitabile trappola che stiamo soffrendo.
Dicevo che Star Citizen non riesce a catturare la mia attenzione, mi sembra di essere un estraneo. Mi sembra di essere fuori posto. Se nello Spazio nessuno ci sentirà urlare, è vero pure che nessuno riuscirà a farci ridere. Come non fanno più ridere i capelli cotonati della bella Sam. Esistono balle troppo costose e ridondanti per farci divertire, tutto qui.
Non tutto il videogiocare va bene, è inevitabile. Come non si riesce più a leggere la fuffa proposta a pagamento dall'industria letteraria in libreria e invece mi ritrovo nella letteratura gratuita che anche voi potete scaricare e leggere sul QUESTO BLOG. Se lì ho trovato romanzi epici e personaggi indimenticabili, come mai che le librerie hanno perso completamente il loro fascino?
Il Draghistan ha compreso che la realtà non ci piace ma quelle che ci propone lui, ci piacciono ancor meno. Esattamente come accade in politica. Forse, lasciare questo posto per sempre non ha alternative. O forse tali alternative, qui non trovano modo di esistere.
Quanto dureremo ancora per continuare a chiedercelo?
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