mercoledì 7 gennaio 2026

2026

 


Anno in cui rivedremo Yalta, noi che non l'abbiamo vissuta per semplici motivi anagrafici. Nel 1945 i potenti di allora semplicemente si spartirono il mondo al di là delle presunte verità diffuse dai media di quel periodo. 

E ora, ovvero quasi un secolo dopo, vedremo un'altra spartizione del mondo tra USA, Cina e Russia con gli altri a guardare e ingoiare rospi a ripetizione. Il primo, grosso quanto la Groenlandia, probabilmente lo ingoierà la Corona danese. 


Noi dobbiamo solo stare zitti, come fa opportunamente notare la volteggiante Fata Melona. Siamo da tempo una colonietta dei cowboy USA e getta, cosa vorremmo poter dire o fare? Poveri filosofi del presunto diritto internazionale, lo volete capire o no che ai potenti di questo secolo poco gliene frega di diritti e storti ma fanno quel che vogliono? Avete bisogno dei disegnini?

E lo dicono chiaramente: petrolio, gas. oro, terre rare dove sono, questo soltanto importa. E non le lamentele e le giaculatorie dei servi europei. 


Madame Uèuè fa la dura, fa il dittatore con i popoli sottoposti a questi tiranni gonzi, ma si inchina nei confronti dei padroni cowboy e lo fa da sempre. Da sempre, scrivetevelo in mente, cari filosofi di un diritto che non è mai esistito se non nelle vostre menti sconvolte e nei testi universitari che, come al solito, raccontano balle eclatanti. E scusatemi se oso discutere il vostro, luminoso, verbo in stile illuminista. 


Del resto, il principale problema di questo povero popolo del Draghistan è proprio la gabbia europea, fatta di matti avidi come pulci affamate. E come pulci sono trattati dal loro padrone americano. Niente di nuovo sotto il sole e niente di nuovo in questo 2026. Se poi crollassero Madame Uèuè e Nato insieme, sarebbe persino un bel regalo almeno per noi servi del Draghistan. O no??? Oggi siamo come Arlecchino servo di due padroni. Non ce ne bastava uno?


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