Beh, a parte le definizioni proprie degli scrittori, in questo blog parlo più spesso della definizione fatta dagli sviluppatori, tramite i videogame, dello Spazio, quella teorizzazione che ci porta ad accettare o meno la giaculatoria ufficiale fatta di sonde, missili, e stazioni dove la bella Sam ci saluta e ci mostra le sue strane messe in piega. Probabilmente la forma più estrema, e per certi versi credibile, di fantascienza.
Ma ci sono anche sviluppatori che ammettono di aver creato una teoria fantascientifica fin dall'inizio. Per esempio i curatori del videogame noto come Spacewar!, creato da Steve Rusell nel 1962. il programma girava su un computer chiamato PDP-1.
Sono poi arrivati Space Invader , nel 1978 e Asteroids, nel 1979. Sembra la preistoria dei videogame e in un certo senso è così.
Io ricordo di un gioco tratto dalla saga di Star Trek per Commodore 64. Erano gli Anni 70 del secolo scorso.
La grafica era solo un'idea e molte le fasi testuali. Il divertimento era per certi versi puramente concettuale.
Ma grande fu il mio entusiasmo per il bellissimo Elite, Era il 1984. Nel 1993, l'apoteosi con Fronter: Elite. Mi commuovo di fronte a tali ricordi.
Solo ricordi e probabilmente persino noiosi per i giovani videogamer abituati a grafica in stile cinematografico. Io posso soltanto immaginare cosa prova un adolescente a giocare con uno dei titoli recenti. Forse, i giovani giocatori, con un piccolo sforzo ulteriore, potrebbero immaginare cosa provai io a guardare quelli che, a tutti gli effetti, apparivano come miracoli tecnologici prestati al divertimento ludico.
Eppure, questo blog nasce anche per evidenziare il paragone tra la vita reale e quella immaginaria che forse non è così netto come si pensa generalmente. Ecco per quale motivo, talvolta mi occupo di spiegarvi il senso del mio survival horror dal vero che voi lettori chiamate realtà oggettiva. Oggetto di cosa, poi, non si sa.
Cosa ci sia di oggettivo o di vero, nel finto allunaggio del 1969, lo sapete solo voi. Io non ci credo. Cosa ci sia di vero o di immaginario nel successivo film chiamato Capricorn One del 1977 ma anche il recente Fly Me to te Moon, del 2024 che è una presa in giro della tesi complottista che ci spiegano entrambe che il finto allunaggio del 1969 sarebbe stato girato in uno studio cinematografico dal grande regista Stanley Kubrik. Il primo come cronaca di un complotto, il secondo come negazione di tale concetto.
Per me potrebbero essere valide entrambe le ipotesi e ipotesi sono comunque. Vorrei tuttavia sapere come abbiamo fatto nel 1969 ad andare sulla Luna e tornare a Terra ma oggi non ci riusciamo più. Rispondetemi su questo, cortesemente.
Io penso che non ne usciremo mai. Come nella realtà, presuntamente oggettiva, da una parte si creano i videogame come opera di ingegneria programmatica, dall'altra si vede assegnare il Nobel a fisici che tranquillamente ci raccontano essere la realtà stessa un grande ologramma. E noi ne facciamo parte.
E allora per quale motivo non potrei aver ragione pure io a pensare di vivere in un grande survival horror nel Draghistan? Avete una teoria anche su questo problema? Ditemelo voi ,che sapete tutto, e avete studiato tanto.
E forse, nella vostra coscienza, pensate la stessa cosa della vostra vita, bella o brutta che sia.
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